Utenze luce e gas, tutto ciò che devi sapere prima di cambiare fornitore

Perché rimanere con l’attuale fornitore luce e gas quando con le altre proposte commerciali si possono pagare anche 335 euro in meno all’anno? Cambiare le utenze luce e gas è un diritto, e un notevole vantaggio grazie alla presenza di un mercato liberalizzato. Il passaggio è sempre gratuito e la continuità del servizio è assicurata dall’Autorità. Ecco tutto ciò che devi sapere prima di cambiare fornitore.

cambiare fornitore elettricità e gas
Come cambiare fornitore luce e gas: la procedura

Cambiare utenze luce e gas è una mossa intelligente per chi desidera di tagliare le bollette in maniera reale e semplice, senza rinunce né spese aggiuntive. Dopo la liberalizzazione della luce (2007) e il gas (2003), è possibile scegliere tra una vasta quantità di offerte energia elettrica e gas e sottoscrivere la fornitura più adatta alle proprie esigenze, pagando meno di quanto si paga sul mercato tutelato (che, tra l’altro, potrebbe sparire già a partire da giugno 2015).

Con le tariffe gas e luce attuali una famiglia con 2-3 figli (consumi annui 6.300 kWh e 2.100 m3 di gas) può risparmiare fino a 160 euro sull’elettricità e 175 euro sul gas, ovvero ben 335 euro in meno all’anno semplicemente scegliendo bene il proprio fornitore. Ecco tutto ciò che devi sapere prima di cambiare fornitore.
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Controllare se ci sono penali

Per farsi bene i conti bisogna, innanzitutto, verificare la presenza di eventuali penali per l’interruzione della fornitura con l’attuale società. Leggendo attentamente il contratto si può risalire a quest’informazione; in alternativa ci si può rivolgere al numero verde o agli uffici predisposti dell’azienda fornitrice di energia, portando un documento d’identità, codice fiscale e copia dell’ultima bolletta.

Rimborsi per lunghe disattivazione

Ci sono dei tempi da rispettare per la disattivazione, oltre i quali al cliente spetta un rimborso, come previsto dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

In particolare, entro 2 giorni lavorativi la richiesta di disattivazione deve essere trasmessa dal venditore al distributore che, a sua volta, deve provvedere alla disattivazione della fornitura entro 5 giorni lavorativi da quando riceve la richiesta. Se questo non avvenisse, il cliente ha diritto a un indennizzo automatico di 35 euro per disattivazioni realizzate entro il doppio del tempo previsto, di 70 euro entro il triplo del tempo previsto e di 105 euro oltre il triplo del tempo previsto.

Costi di attivazioni e disattivazione

Nel mercato libero il passaggio di un fornitore all’altro non prevede costi in nessun caso: la procedura di trasloco è sempre gratuita.

Per interrompere la fornitura, invece, i clienti in regime di maggiore tutela devono pagare un contributo di 23 euro. Nel mercato libero possono essere previsti costi di disattivazione a seconda delle condizioni contrattuali sottoscritte dal cliente.

Come passare a un altro fornitore?

Passare a un altro operatore è molto semplice, perché il cliente non deve fare praticamente niente: sarà il nuovo fornitore a occuparsi di tutto, inoltrando al precedente la richiesta di disdetta e semplificando le operazioni a carico del consumatore.

Quest’ultimo quindi si occuperà soltanto di scegliere il nuovo fornitore e sottoscrivere il contratto, procedura effettuabili semplicemente online. Seguendo il link qui sotto si possono identificare le offerte luce e gas più convenienti, e attivare quella ritenuta più adeguata alle proprie esigenze:

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Infine, ricordiamo che il cliente ha 14 giorni per esercitare il diritto di ripensamento sul nuovo contratto e tornare eventualmente al vecchio venditore senza dover pagare penali né dare spiegazione alcuna.

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