Una pista ciclabile lunga tutto il Po è possibile

Una pista ciclabile lunga tutto il Po è possibile e porterebbe migliaia di turisti da tutte le parti del mondo. Un turismo ecosotenibile di amanti della bicicletta e delle scampagnate all’aria aperta. Questo è il risultato di un team di ricercatori del Politecnico di Milano che hanno progettato una pista ciclabile che parte dal capoluogo piemontese e finisce nella laguna veneziana. Una pista che rappresenta un percorso ricco di storia, cultura e ad impatto naturale veramente ravvicinato.

Quando il turismo diventa "green"...

Vento, è il nome di quest’interessante proposta che parte dall’idea tutta green di un gruppo di ricercatori. La cosa più curiosa di questo progetto è che la pista di fatto c’è già. I ricercatori infatti, dopo mesi di analisi e di sopralluoghi hanno notato come esista comunque un tracciato ben preciso che percorre tutto il delta del fiume tagliando la Pianura Padana fino a sfociare in parallelo con il Po proprio nei dintorni di Chioggia.

Il percorso che è stato esplorato dal team rappresenta un altro esempio di pessima gestione di tutto ciò che in Italia abbia a che fare con turismo e ambiente. Sterpi, rovi, strade distrutte: questo il manto dell’antico percorso. Dunque la ciclabile costerebbe meno di ogni previsione appunto perché sarebbe un intervento di restauro di un tracciato, che oltre ad essere devastato e non curato non viene minimamente pubblicizzato. La cosa che di più ha colpito i ricercatori durante i loro spostamenti è proprio quella di essere gli unici “in pista”. Sparuti gruppi di turisti, tedeschi per lo più, e peraltro abituati ad altre rotte, vedesi la grande pista ciclabile sul Danubio.

Secondo gli esperti una ciclabile darebbe davvero tanto alla “bassa padana”. Porterebbe più turismo, lavoro, e dunque denaro. Sarebbero migliaia i posti di lavoro che verrebbero a crearsi da un evento di simile portata, affermano i fautori di Vento, e in ogni caso si assisterebbe finalmente alla presa di coscienza di un’Italia, che oltre che a muoversi a colpi di energia pulita, valorizzerebbe anche i luoghi più nascosti nel profondo delle sue meravigliose terre.

Ci sono situazioni surreali hanno riferito i ricercatori. Addirittura piccoli bar sulle rive del fiume Po sprovvisti di panini e di basici elementi di rinfresco, dove il turista è visto come un fantasma anziché come un bene da tutelare.

Di pedalata in pedalata vi è davvero questa volta l’occasione di ricostruire un’economia moderna: non ci resta che osservare come le istituzioni prenderanno coscienza di tutto questo. Basti vedere quello che succede in Olanda a proposito di turismo ciclabile: i risultati sono alla portata di tutti e qualsiasi tipo di coscienza, anche dormiente, in situazioni di crisi come questa, farebbe meglio a risvegliarsi.

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