Un italiano su tre scarica contenuti non originali da internet

La pirateria online costa 3 miliardi di euro, ponendo a rischio circa 20 mila posti di lavoro. È questo quanto emerge dal recente convegno di Confindustria Radio – Tv, organizzato a Roma in merito al copyright online e alla tutela del diritto d’autore su internet.

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Ebbene, secondo quanto affermano le ricerche presentate all’evento, un italiano su tre sarebbe fruitore di contenuti audiovisivi non originali, con una percentuale della pirateria in Italia che tocca il 48%, contro il 33% della media europea e il 45% della media mondiale. Ne consegue un “danno” al diritto d’autore che ammonta a 3 miliardi di euro (metà per l’audiovisivo e metà per il software), con 20 mila posti di lavoro a serio rischio nei prossimi mesi.

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Ad aggravare ulteriormente i dati di cui sopra il fatto che, nel sentir comune, la pirateria online non sia avvertita come un reato. Il presidente Rodolfo de Laurentiis ha ad esempio ricordato come tra gli studenti uno su tre pensa che la pirateria audiovisiva non produca danni, e che pertanto sia in qualche modo “economicamente” giustificata.

Tra le tendenze più in rapida ascesa, l’esplosione dello streaming di contenuti audiovisivi: fra gli utenti di smartphone e di internet mobile, infatti, più di uno su tre effettua streaming illegale di film, serie tv, musica, mentre tre su quattro condividono peer – to – peer.

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