TFR in busta paga: salasso di 330 euro per i redditi medi

La richiesta di anticipo del TFR in busta paga non porterebbe un beneficio per molti contribuenti: anzi, potrebbe risultare un salasso fino a 330 euro per i redditi medi. In effetti, l’anticipo del TFR in busta paga determina un aumento del reddito sottoposto a tassazione ordinaria IRPEF, e perciò comporta l’obbligo di pagamento di maggiori tasse e minori sgravi fiscali.

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Tra aumenti di tasse e minori sgravi fiscali, richiedere il TFR in busta paga può costare 330 euro all'anno

A due settimane dall’entrata in vigore della possibilità di richiedere l’anticipo del TFR in busta paga, coloro che ancora sono in dubbio se richiederlo o meno potrebbero decidersi dopo leggere questo articolo, che riporta i dati emersi da uno studio pubblicato dalla UIL.

Il TFR trattamento di fine rapporto, liquidazione o buonuscita – è una porzione di retribuzione al lavoratore subordinato differita alla cessazione del rapporto di lavoro, effettuata da parte del datore di lavoro. A partire dal 1° marzo 2015 sarà possibile temporaneamente, per un periodo di 3 anni, accorpare la liquidazione alla busta paga mensile. Qualunque scelta il lavoratore avrà fatto decadrà il 30 giugno del 2018, secondo come sancito dalla Legge attualmente.

L’importo del TFR verrà cumulato con il reddito dello stesso periodo d’imposta: per questo motivo, sarà soggetto a  tassazione in via ordinaria. Cambiando il reddito delle famiglie, esse potrebbero rimanere fuori da certe agevolazioni fiscali che attualmente gli spettano.

Per maggiori informazioni vedi anche il nostro articolo sul Calcolo TFR Netto.

L’UIL riporta qualche esempio: per un reddito di 23mila euro (imponibile medio per lavoratori dipendenti), in busta paga si riceverebbero 97 euro medi mensili in più; questo importo verrà sottoposto a una aliquota marginale più alta, il 27% anziché il 23,9% della tassazione separata che si applica al TFR, il cui si traduce nell’aumento delle tasse di 50 euro l’anno.

In più, l’anticipo del TFR inciderà sulla determinazione delle detrazioni d’imposta (per familiari a carico, assegni familiari, etc.) penalizzando il contribuente, secondo l’UIL, con un salasso di 280 euro annui, sempre per il reddito medio dell’esempio.

L’anticipo del TFR in busta paga, d’altronde, sarà considerato anche ai fini del calcolo del nuovo ISEE 2015, e quindi condizionerà la possibilità di usufruire degli sgravi fiscali previsti per i nuclei familiari al di sotto di una certa soglia ISEE.

Così, tra aumenti di tasse e perdita di sgravi fiscali, il contribuente dell’esempio si ritroverebbe con una spesa extra di 330 euro all’anno, che significano oltre 3 mesi di maggiorazione in busta paga con l’anticipo del TFR.

Infine, per molti contribuenti potrebbe essere conveniente destinare il proprio TFR in un fondo pensione. Chi va in pensione adesso, lo fa ancora con il calcolo retributivo, perché aveva oltre 18 anni di contributi nel 1995; tuttavia tra pochi anni si andrà in pensione con assegni calcolati per la parte maggiore con il contributivo.

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