Telecom sospende ufficialmente l’attivazione di TIM Prime

Dopo le numerose polemiche delle scorse settimane, sfociate in una diffida da parte dell’Agcom, Telecom ha deciso di sospendere l’attivazione della nuova opzione TIM Prime che era stata presentata ufficialmente lo scorso mese di febbraio. Ecco tutti i dettagli sulla situazione. 

La decisione arriva dopo la diffida dell'Agcom

Mettendo fine ad accese polemiche che avevano caratterizzato gli ultimi giorni del mondo della telefonia mobile, l’operatore TIM ha annunciato in via ufficiale la sospensione dell’attivazione della nuova opzione TIM Prime che sarebbe stata attivata a tutti i clienti TIM a partire dal prossimo 10 di aprile. In un comunicato, l’azienda ha anche comunicato che la scelta di rinunciare a TIM Prime evidenziandone anche le motivazioni:

La Società, con l’obiettivo primario di mantenere il rapporto di assoluta trasparenza con i propri clienti e di assicurare un confronto aperto, sereno e costruttivo con le Autorità, rende noto di aver sospeso l’applicazione di TIM Prime, nelle more dell’avvio delle interlocuzioni con le Autorità in merito e volte al lancio di nuovi e migliori servizi.

A questo punto sarà necessario attendere i prossimi giorni, o al massimo le prossime settimane, per avere un’idea più chiara sul futuro di TIM Prime. Il comunicato ufficiale di TIM evidenzia la sospensione della tariffa che, dopo un confronto con l’Agcom, potrebbe anche fare il suo ritorno, con forme e contenuti differenti, nel listino dell’operatore.
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In origine, ricordiamo, l’opzione TIM Prime prevedeva un costo di 49 centesimi a settimana per tutti i clienti che, all’atto pratico, si traduceva in un incremento della spesa legata alla telefonia mobile di poco meno di 2 Euro per ogni 4 settimane. TIM Prime prevedeva, come bonus, minuti ed SMS senza limiti verso uno smartphone TIM,  2 ingressi al cinema al prezzo di 1, servizio clienti dedicato e possibilità di vincere smartphone con Ricarica+.
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Bonus sicuramente interessanti, almeno per alcuni clienti, ma che non hanno influenzato il giudizio dell’Agcom. Dopo numerose segnalazioni e i dovuti approfondimenti, infatti, l’ente aveva evidenziato, nel processo di attivazione di TIM Prime, un utilizzo illegittimo da parte di TIM della procedura prevista dal Codice delle comunicazioni per l’esercizio dello jus variandi.

A conti fatti, TIM Prime non è stata ritenuta un’offerta configurabile come una modifica unilaterale di contratto conforme all’articolo 70, comma 4, del Codice. Tale opzione non rappresenta, secondo l’Agcom, una modifica delle tariffe a cui il cliente ha prestato consenso ma un’aggiunta di servizi e costi non richiesti dall’utente.

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