Tariffe Rca, sai quanto paghi? Tutte le voci di costo

Cominciamo dalla parola “premio” Rca. C’è chi storce il naso quando sente quel termine, perché la Rca viene vista come un fastidioso balzello, ma tecnicamente si chiama proprio in quel modo. E tutti sanno cosa rappresenta: il prezzo che il contraente paga per acquistare la garanzia offerta dalla Compagnia. Ma forse non tutti sanno come si compone.

Gli elementi della tariffa

Diversi elementi del premio

Anzitutto, il premio puro, ossia quella parte del premio che viene calcolata dall’impresa sulla base della valutazione del rischio che intende assumere. Più alto il rischio di incidente, più alto il premio puro. Ecco perché a Napoli si paga più che a Bolzano.

Poi, c’è il premio di tariffa: è la somma del premio puro e dei caricamenti, cioè dei costi che l’impresa deve sostenere per la gestione della polizza.

Infine, il premio lordo, ossia l’importo che il contraente deve effettivamente versare all’impresa, che si ottiene aggiungendo al premio di tariffa le imposte (che possono variare, a seconda della provincia, dal 12,5% al 16%) e il contributo al Servizio sanitario nazionale (Ssn).

Ebbene sì, pagate tasse anche sulla Rca. Non solo: sono tasse record per l’Europa. Così come sono da maglia nera le accise sulla benzina…

Come varia

Il premio Rc auto varia in funzione di molteplici parametri e può differire da Compagnia a Compagnia anche in misura significativa. Solitamente, viene calcolato in base a statistiche su anni precedenti (frequenze e costi medi dei sinistri) e a fattori di personalizzazione (la condotta su strada, il numero di incidenti in cui si è stati coinvolti).

Sulla tariffa incidono anche la potenza del veicolo e la sua alimentazione, la provincia di immatricolazione del veicolo, le informazioni personali sull’assicurato, con particolare riferimento all’età e alla professione, alle modalità di utilizzo del veicolo assicurato.

Alla base, c’è un criterio semplice: più alta la probabilità di incorrere in sinistri, più salata la Rca.

La beffa del sesso

In conformità alle direttive comunitarie, tra i fattori di personalizzazione tariffaria non può più essere utilizzata la differenza di genere. Maschi e femmine pagano la stessa Rca.

La beffa atroce è che, prima della direttiva, le donne pagavano meno degli uomini. Dopo la direttiva, le Assicurazioni hanno alzato le Rca delle signore: che beffa!

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