Taglio alle commissioni interbancarie: le proposte del Parlamento UE

Ormai da qualche settimana è polemica sulle commissioni o tasse interbancarie applicate al conto corrente. Al riguardo, il Parlamento Europeo ha suggerito un taglio alle commissioni per le transazioni PagoBancomat (-0,2%) e tramite carta di credito (-0,3%).

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Dopo l’introduzione della nuova commissione uniforme di 10 centesimi di euro, applicata su tutte le operazioni con carta PagoBancomat a partire dal 3 gennaio 2014, l’Autorità garante della concorrenza ha deciso di aprire un’istruttoria e si è scatenata una polemica (leggi Commissioni pago bancomat, Antitrust apre un’istruttoria).

Adesso, una proposta avanzata dalla Commissione economica del Parlamento europeo prevede un taglio alle commissioni interbancarie applicate al conto corrente, sia per le transazioni PagoBancomat (riduzione dello 0,2%) e con carta di credito (taglio dello 0,3%).

Con queste proposte, il Parlamento cerca di ridurre i costi delle transazioni a favore di commercianti e consumatori. In questa maniera, potrebbero venire eliminati i famosi “costi nascosti” che gravano su esercenti e, di conseguenza, pesano sui consumatori che si vedono rifiutare il pagamento tramite bancomat o carta di credito.

MDC: il taglio alle commissioni peggiorerà la situazione

Ciononostante, secondo il Movimento Difesa del Cittadino questi provvedimenti del Parlamento europeo non solo non miglioreranno la situazione ma, invece, potrebbero peggiorarla, aumentando i costi per chi sceglie pagare tramite carta.

Secondo l’associazione, una volta approvata la proposta, verranno colpiti fondamentalmente MasterCard e Visa, i colossi dei pagamenti digitali i cui introiti dipendono in gran maniera dalle tariffe interbancarie. I più “piccoli” invece non ne risentiranno tanto.

Il problema è che, se MasterCard e Visa non riceveranno più questi incassi, molto probabilmente aumenteranno i canoni per la carta di credito o bancomat. Questa almeno è la teoria di Antonio Longo, di MDC, che spiega che “per mantenere sicuro il sistema dei pagamenti elettronici è molto probabile che i costi annui delle carte di credito e di debito aumenteranno, e chi li paga quei costi? Non certo i commercianti e nemmeno le banche: saranno i consumatori”.

In effetti, se si prende in considerazione i casi della Spagna, gli USA e l’Australia, dove dopo aver tagliato le tasse interbancarie si è dovuto tornare indietro dopo il forte rincaro dei costi delle carte di credito e bancomat per i consumatori, la teoria dell’associazione dei consumatori non è così assurda.

Secondo Longo quindi il fine non giustifica i mezzi: è necessario puntare sulla tracciabilità degli acquisti attraverso il pagamento digitale, ma bisogna prima trovare soluzioni meno costose per il consumatore.

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