Social network, caos nel russo VKontakte

Da noi è pressochè sconosciuto (o quasi), mentre in Russia è una sorta di istituzione del web: VKontakte, il più famoso social network russo, sta vivendo giorni particolarmente difficili, con accuse, smentite e affondi particolarmente critici.

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La “bomba” è scoppiata dopo che il fondatore ed ex amministratore delegato dell’azienda, Pavel Durov, con un post sul social network ha fatto sapere agli utenti (e, di conseguenza, ai media di tutto il mondo), di essere stato formalmente “licenziato” ed escluso completamente dall’azienda che aveva contribuito a creare. Una delusione talmente profonda che avrebbe indotto Durov a lasciare la Russia, senza avere alcuna intenzione di tornarci in futuro.

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Non solo: secondo quanto riferito da Durov, a “licenziare” di fatto l’ex CEO sarebbe stato addirittura Vladimir Putin, che avrebbe preferito influenzare negativamente il corso societario favorendo la sostituzione del fondatore con due uomini “fidati” quali Igor Sechin (ex agente segreto) e Alisher Usmanov (co-proprietario di Mail.ru e amministratore di Rosneft).

Durov ha infine definito la Russia come “incompatibile con il business su internet“, precisando di essere “fuori dalla Russia, senza avere intenzione di tornare”.

“Probabilmente, nel contesto russo, qualcosa come questa era inevitabile, ma sono contento che siamo durati sette anni e mezzo” – ha poi dichiarato l’ex manager di VKontakte- “Abbiamo fatto molto. E parte di quello che abbiamo fatto non può essere annullato”.

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