Smartphone in acqua? 5 consigli per salvarlo

Lo smartphone è caduto inavvertitamente in acqua? Non disperiamo, tentare di salvarlo è possibile basta agire con tempestività e sapere cosa fare. 5 utili consigli da seguire passo passo evitando banali errori.

Ecco come salvare lo smartphone dall’acqua

Ammettiamolo, può capitare a tutti. Basta un attimo di distrazione quando ci troviamo al mare, in piscina o semplicemente un bicchiere pieno che si rovescia e il nostro smartphone si cosparge d’acqua. Un piccolo incidente che può trasformarsi in un vero e proprio incubo considerando la fragilità che spesso caratterizza i dispositivi di ultima generazione e i costi necessari per l’acquisto di un nuovo smartphone che in alcuni casi superano i 1000 euro.

Se scongiurare il pericolo non è possibile alcuni accorgimenti possono essere comunque presi per limitare il rischio di doversi ritrovare senza telefonino.

Innanzitutto in commercio vi sono alcuni modelli di smartphone in grado di resistere all’acqua. Tuttavia bisogna prestare molta attenzione a ciò che si acquista. Ad esempio la dicitura water resistent non significa necessariamente che il telefonino sia ben protetto ma può indicare semplicemente la tolleranza a qualche goccia d’acqua. Per questo è sempre meglio leggere con molta attenzione le caratteristiche dei vari dispositivi. In tal senso le diciture IP67 e IP68 offrono maggiori garanzie di isolamento. IP67 ad esempio significa che lo smartphone è stato testato per resistere fino a mezz’ora di tempo ad una profondità di un metro. IP68 garantisce una tolleranza ancora maggiore, una profondità massima di tre metri per circa un’ora.

Altro accorgimento per chi invece non dispone di un telefonino water proof è quello di pianificare sistematicamente il backup dei dati. Molti dispositivi possono essere settati per compiere tale operazione su cloud in maniera automatica. Bastano pochi click e almeno si evita il rischio di perdere, oltre al telefono, anche foto, video o messaggi.

Ma se adottate tutte le precauzioni del caso lo smartphone finisce comunque in acqua cosa fare?

Beh innanzitutto è opportuno non farsi prendere dal panico. Non è detto che sia tutto perduto. L’importante è agire con tempestività e saper bene cosa fare. Ecco dunque

5 consigli da seguire nel caso di telefonino in acqua

  • Spegnere immediatamente lo smartphone e rimuovere tutto ciò che può essere rimosso (es. SIM, scheda SD, batteria). Nella foga del momento potremmo essere tentati di testare subito il corretto funzionamento del dispositivo. Ciò invece è sbagliatissimo. L’acqua che, nel frattempo, è filtrata all’interno potrebbe infatti generare dei cortocircuiti ai micro chip con danni a volte irreparabili.
  • Se necessario sciacquare velocemente lo smartphone. E si nel caso in cui il telefonino sia finito in mare o in una pozzanghera piena di fango potrebbe essere utile lavarlo sotto l’acqua corrente per rimuovere la sporcizia. L’acqua marina filtrata all’interno potrebbe ad esempio avere degli effetti corrosivi sulla componentistica.
  • Asciugare il dispositivo. Altro passaggio fondamentale ma delicato è la rimozione del liquido. L’essenziale è munirsi di un panno assorbente da passare accuratamente sulle parti bagnate. Se si dispone di un piccolo aspirapolvere è consigliabile utilizzarlo per facilitare l’operazione, andando ad aspirare l’acqua anche nelle parti più nascoste come ad esempio in prossimità delle porte, del microfono e dell’auricolare. In alternativa si può utilizzare una cannuccia. Quello che invece non si deve mai fare è utilizzare il phon. Si rischia di deformare e danneggiare i circuiti con il calore. Meglio un ventilatore, da utilizzare comunque con molta cautela. Altra pessima idea è quella di scuotete il telefono per far espellere l’acqua ottenendo invece l’esatto contrario con l’acqua che penetra ancora più a fondo.
  • Rimuovere l’umidità. Asciugare la scocca esterna non basta. Anche l’umidità penetrata all’interno può provocare malfunzionamenti e corto circuiti. Al riguardo vi sono alcuni rimedi da mettere in campo. Ad esempio si può immergere lo smartphone in una ciotola riempita con il riso. Il riso infatti è in grado di catturare l’umidità. Anche le bustine in gel di silice (che troviamo spesso nelle scatole delle scarpe o nelle borse) possono essere molto utili. Basta riporle assieme allo smartphone in un sacchetto ben sigillato in modo tale da raccoglire l’umidità dello smartphone e non dell’ambiente esterno.
  • Attendere con pazienza. Sia che si utilizzi il riso che le bustine in gel di silice occorre aspettare almeno 3 giorni per far si che lo smartphone sia asciughi completamente. Terminata l’attesa, dopo aver rimontato tutti i componenti e caricato la batteria, si può finalmente riaccendere lo smartphone. Se dopo vari tentativi, il dispositivo non da segni di vita o comunque presenta malfunzionamenti non rimane che contattare l’assistenza.

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