Sharing economy: app e start up che fanno risparmiare

Una nuova frontiera di risparmio e guadagno si sta aprendo sul mercato internazionale e portando anche in Italia una ventata di novità: si tratta della sharing economy, nuovo modello di economia basata fondamentalmente sulla condivisione di beni, servizi e conoscenze. Ecco le principali app o start up che possono far risparmiare o addirittura guadagnare.

Tutto quello che puoi condividere con la sharing economy

Perché la sharing economy

In Italia potremmo parlare di “consumo collaborativo” e nella pratica si traduce in un nuovo modello di economia alternativo al consumismo, che ormai sta diventando per molti non più sostenibile, basato principalmente sulla pratica di scambio e condivisione sia di beni (che magari non si utilizzano per un certo lasso di tempo e dunque sarebbe anti- economico non poter “condividere”) che di servizi e conoscenze (che possono permettere a chi li eroga anche di percepire un guadagno). Tutto questo permette non solo di ridurre l’impatto che si ha sull’ambiente o in generale sullo spreco, ma anche sulle tasche di molti consumatori.

Ovviamente Internet è sempre più complice, oltre che principale veicolo, della sharing economy senza il quale forse non si sarebbe potuta sviluppare così velocemente negli ultimi anni. La rete, infatti, permette di mettere in contatto tutti coloro che hanno qualcosa “da condividere” con quelli che invece vogliono risparmiare e usufruire di questi nuovi canali per alleggerire le spese. La sharing economy ha permesso in diversi settori di sviluppare canali alternativi a quelli tradizionali presentando prezzi più contenuti ma offrendo comunque un servizio (o la possibilità di trovare un bene) molto simile a quello veicolato tramite il metodo tradizionale.

Sono nate dunque molte applicazioni, community o siti Internet che hanno favorito lo sviluppo della sharing economy in diverse realtà e campi di attuazione.

Vediamone di seguito alcune.

Trasporti come stanno cambiando grazie alla condivisione

In Italia uno dei principali campi dove l’abitudine alla condivisione potrebbe trovare fortuna è quello dei trasporti, forse complice un sistema nazionale del quale, notoriamente, gli utenti non sono sempre soddisfatti al 100%.

Per questo e anche per risparmiare sull’acquisto e la manutenzione di un auto (dato il costo del carburante sempre in ascesa) sono nati alcuni servizi di car sharing che permettono di prenotare un’automobile prelevandola e riportandola in appositi parcheggi e pagando solo il tempo di utilizzo. I più famosi sono Car2go, Enjoy e Autolib’.
Sta nascendo anche il van sharing che sarà destinato alla condivisione di una flotta di veicoli commerciali da parte di più operatori e che sarà destinato al trasporto di merci.

Questi servizi sono, tuttavia, erogati principalmente da grandi aziende, ma la novità della sharing economy per il settore dei trasporti sta nella condivisione di mezzi tra privati. Per quanto riguarda l’auto il fenomeno si chiama car pooling e si concretizza nel mettere a disposizione la propria auto anche per gli spostamenti di altre persone.
I più famosi servizi di questo genere sono Blablacar, che permette grazie alla comoda app di trovare un passaggio di un’altra persona che si sta recando nella stessa direzione e Uber un servizio di taxi alternativo (che ha destato anche molte lamentele nella categoria ufficiale) che mette a disposizione tramite l’app l’auto più vicina disposta a portare l’utente alla destinazione desiderata. Queste due app consentono risparmi rispetto alle tradizionali forme di trasporto (mezzi pubblici e taxi). Altre app che avranno sicuramente un’espansione anche in Italia sono Lyft e Sidecar.

Non solo auto tuttavia: sono nati anche servizi di bike sharing per l’utilizzo di biciclette all’interno della stessa città.
Tutte queste applicazioni o modalità di condivisione non permettono solo un risparmio per chi approfitta del passaggio, ma è anche un’occasione per chi le offre (nel caso di privati) per abbattere i costi che normalmente si sostengono per il viaggio.

Viaggi e pernottamento: la condivisione come alternativa all’hotel tradizionale

Anche per il settore del viaggio quella della sharing economy è una vera e propria rivoluzione. Soprattutto per quanto riguarda le strutture ricettive la condivisione sta diventando un canale parallelo a quello tradizionale rappresentato da hotel e alberghi. Il CouchSurfing è una forma di scambio di ospitalità ormai ampiamente diffusa grazie alla rete e ai social network. Letteralmente “navigazione tra i divani” il CouchSurfing permette di pernottare presso casa di uno degli utenti inseriti nella rete, ma al contempo di mettere a disposizione il proprio divano ad altre persone che hanno la medesima necessità. Esiste proprio un sito e un app dove poter trovare il “divano” più adatto alle proprie esigenze.

Altra famosa applicazione per la condivisione di stanze o abitazioni è AirBnB che consente a chi ha una stanza in più in casa, oppure ha un appartamento che non utilizza, e magari abita in una località turistica o zona di interesse particolare, di mettere parte o l’intera abitazione a disposizione per tutti coloro che non hanno trovato posto in altre strutture o vogliono risparmiare sui costi.

Non solo condivisione di posti letto: la sharing economy è anche condivisione di conoscenze e di un bagaglio culturale importante per chi vuole conoscere il posto dove si sta viaggiando. Grazie a “Guide Me Right” tutti i viaggiatori possono trovare un “Local Friend”, un amico locale, che condivide le proprie conoscenze del posto e i propri stili di vita e cercare di avere una prospettiva nuova. Tutto questo è anche “turismo esperienziale”.

Beni, servizi e conoscenze: tutto si può condividere

Anche beni possono essere ceduti, soprattutto se di prima necessità. Con iFoodshare si possono, ad esempio, condividere cibo e bevande in modo da combattere gli sprechi. Il senso è che se non utilizzi qualcosa invece di rischiare di buttarlo lo puoi dare a qualcuno che lo utilizzerà.

Per chi invece non vuole rinunciare alla genuinità di frutta e verdura può scaricare app come Biofarm e La Nostrana grazie alle quali si potrà “adottare” piante e orti che verranno curate da un contadino esperto. Il raccolto sarà consegnato a domicilio.

Con Mindmyhouse, invece, è possibile dare sfogo alla propria passione per la casa e permettere a chi non vuole lasciare la propria abitazione senza un “guardiano” di avere un house sitter a disposizione per il periodo in cui, magari, si va in vacanza.

Lo sharing è arrivato anche nell’alta moda: grazie a start up come “My Secret Dressing Room” e “Myluxury.biz” è possibile avere un guardaroba infinito di capi griffati a prezzi contenuti. Reoose è invece la community che consente di barattare principalmente vestiti per altri.

L’app che invece ha permesso di sdoganare il concetto di buon vicinato 2.0 è “Vicini di casa” che serve a condividere preziosi consigli a chi abita nel proprio palazzo o quartiere. “Parcheggiami.it”, invece, permette a chi ha un garage e non lo usa di metterlo a disposizione a chi cerca un posta auto ma spesso in città fa fatica a trovarlo.

Queste sono sono alcune delle soluzioni più famose che la sharing economy ha messo a disposizione per tutti coloro che vogliono trarre un beneficio di risparmio o guadagno dal nuovo modello di economia. Basta una semplice connessione ADSL o di telefonia mobile per poter usufruire di mille opportunità di condivisione.

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