Rinnovabili, la geotermia il futuro dell’energia alternativa in Toscana

Si afferma sempre di più la geotermia come fonte di energia alternativa e rinnovabile in Toscana. Attraverso gli impianti di fluidi geotermici a basse temperature, tra 100 e 250 gradi, viene prodotta energia elettrica. Un procedimento che è considerato senza impatto ambientale, dato che le basse temperature non producono vapore.

Questi argomenti sono stati trattati di recente a Firenze, in occasione del convegno “La geotermia del XXI secolo“, e che ha contato la partecipazione dell’assessore regionale all’ambiente e all’energia Anna Rita Bramerini.

La Toscana – spiega l’assessore – è una regione dove la coltivazione geotermica a media entalpia può rappresentare una grande opportunità. Non perdiamo questa occasione perché per noi ha una doppia valenza. Permette di incentivare da un lato la filiera del calore, con lo sviluppo delle migliori tecnologie che consentono in modo ottimale non solo la produzione elettrica ma anche la co-generazione termica; dall’altro, può dare alla Toscana e all’Italia la possibilità di realizzare la componentistica degli impianti, partita che finora è stata appannaggio dei paesi stranieri ma che, grazie alla nostra tradizione e alle nostre conoscenze, possiamo giocare in casa“.

La geotermia in Italia, oggi e domani

La produzione di energia elettrica derivata dalla geotermia in Italia è, per adesso, quasi esclusiva della Toscana. Questa regione, nel 2010 ha generato il 31,40% del totale della produzione di energia elettrica complessiva, e un sorprendente 77,4 % del totale della produzione elettrica da fonti rinnovabili.

Bramerini ha spiegato che la Toscana potrebbe essere il luogo ideale per sperimentare le più innovative tecnologia che permettano di sfruttare l’energia del sottosuolo. Difatti, attualmente la Toscana riceve moltissime richieste di permessi di ricerca.

Il burden sharing – ha infine aggiunto -, ossia la ripartizione regionale della quota minima di incremento dell’energia prodotta con fonti rinnovabili in vista degli obiettivi europei al 2020, non ci lascia scelta, visto che al 2016 la Toscana deve produrre più del doppio dell’energia che ha prodotto fino al 2010. E la geotermia, anche a media entalpia, senza dubbio, nel raggiungimento degli obiettivi rappresenta una parte importante. Certo, in questo la politica deve essere supportata dalla scienza e dalla tecnica che, ciascuna nelle sue competenze, sono parti fondamentali nel processo delle scelte. Solo se ognuno farà la sua parte, in un lavoro di rete che veda un forte coinvolgimento del mondo della scienza e della ricerca tecnologica, la Toscana potrà arrivare al 2020 con le carte in regola”.

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