Rete Telecom, perché Agcom deve ricalcolare i costi di unbundling

La Commissione europea ha chiesto ad Agcom di riesaminare con attenzione i dati relativi ai costi commerciali e di manutenzione introdotti nel modello generale utilizzato per calcolare i prezzi di accesso all’ingrosso alla rete in rame di Telecom Italia.

Il 21 settembre scorso, si ricorda, la Commissione ha ricevuto una notifica di Agcom concernente le misure correttive relative ai mercati dell’accesso fisso al dettaglio, dell’accesso fisico all’ingrosso alle infrastrutture di rete e dell’accesso a banda larga all’ingrosso. E nelle ultime ore, è arrivata la risposta di Bruxelles: la Commissione concorda con la scelta di Agcom di determinare i prezzi dei prodotti per l’accesso all’ingrosso con un modello BULRIC (Bottom-Up Long Run Incremental Costs), ma ritiene che l’approccio usato per stimare i costi commerciali e di manutenzione non sia coerente con la metodologia generale, perché l’Authority italiana non sembra aver utilizzato i dati di una società efficiente che gestisce una rete in rame di nuova costruzione.

agcom_nemesys

Daniele Lepido ha reso disponibile la lettera che la Commissione europea ha inviato all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Un documento che spiega e chiarisce i motivi che hanno portato Bruxelles a chiedere ad Agcom di tornare a fare i conti.

Agcom sostiene di essere partita, per il calcolo dei costi di manutenzione, dai dati relativi alla rete di Telecom Italia, introducendo però un livello maggiore di efficienza rispetto agli attuali tassi di intervento e di guasto. Per quanto attiene ai costi commerciali, Agcom è ricorsa in gran parte a informazioni relative alle attività della divisione wholesale di Telecom Italia, ritenute efficienti.

Secondo la Commissione, però, i livelli dei tassi di intervento inseriti nel modello BULRIC di Agcom sembrano ancora legati a una rete storica, piuttosto che essere orientati verso un’ipotetica rete di rame efficiente, con una minore occorrenza di guasti.

telecomunicazioni03

Bruxelles sottolinea poi che Agcom – sempre per i costi commerciali inseriti nel modello – utilizza una quota percentuale derivata dall’offerta di riferimento di Telecom Italia per la fornitura di servizi ULL già regolamentati. E tale quota percentuale si basa sui costi effettivi sostenuti dalla divisione wholesale dell’ex incumbent. Anche questo approccio, spiega la Commissione, rischia di introdurre inefficienze nel modello BULRIC. Non è chiaro – si legge nella lettera – perché Telecom Italia dovrebbe avere l’incentivo a organizzare la propria divisione wholesale in maniera tale da minimizzare i suoi costi wholesale, se comunque tali inefficienze saranno compensate dai clienti all’ingrosso mediante tariffe regolamentate che coprono il costo delle stesse.

telecom-italia

La richiesta di riesaminare i dati relativi ai costi commerciali e di manutenzione, quindi, è necessaria per garantire che i prezzi dell’accesso all’ingrosso siano effettivamente fissati sulla base dei costi sostenuti da un operatore efficiente che gestisce una rete efficiente. E, a quanto pare, la Commissione non ritiene tale l’attuale rete di Telecom Italia. C’è di più. La Commissione europea rileva anche l’assenza di un meccanismo di applicazione per la condizionalità prevista negli aumenti dei prezzi. In altre parole, Agcom non ha quantificato gli indicatori qualitativi proposti per Telecom Italia, in termini di livelli, fasi critiche e scadenze da rispettare.

soldi

Agcom, quindi, è chiamata a rifare i calcoli. I prezzi risultanti dovranno fornire indicazioni di investimento chiare sia a chi richiede sia a chi fornisce l’accesso, al fine di garantire anche ai consumatori prezzi equi per l’accesso a Internet in broadband.

Andrea Galassi

Commissione europea ha chiesto ad Agcom di riesaminare con attenzione i dati relativi ai costi commerciali e di manutenzione introdotti nel modello generale utilizzato per calcolare i prezzi di accesso all’ingrosso alla rete in rame di Telecom Italia.

Il 21 settembre scorso, si ricorda, la Commissione ha ricevuto una notifica di Agcom concernente le misure correttive relative ai mercati dell’accesso fisso al dettaglio, dell’accesso fisico all’ingrosso alle infrastrutture di rete e dell’accesso a banda larga all’ingrosso. E nelle ultime ore, è arrivata la risposta di Bruxelles: la Commissione concorda con la scelta di Agcom di determinare i prezzi dei prodotti per l’accesso all’ingrosso con un modello BULRIC (Bottom-Up Long Run Incremental Costs), ma ritiene che l’approccio usato per stimare i costi commerciali e di manutenzione non sia coerente con la metodologia generale, perché l’Authority italiana non sembra aver utilizzato i dati di una società efficiente che gestisce una rete in rame di nuova costruzione.

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Daniele Lepido ha reso disponibile la lettera che la Commissione europea ha inviato all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Un documento che spiega e chiarisce i motivi che hanno portato Bruxelles a chiedere ad Agcom di tornare a fare i conti.

Agcom sostiene di essere partita, per il calcolo dei costi di manutenzione, dai dati relativi alla rete di Telecom Italia, introducendo però un livello maggiore di efficienza rispetto agli attuali tassi di intervento e di guasto. Per quanto attiene ai costi commerciali, Agcom è ricorsa in gran parte a informazioni relative alle attività della divisione wholesale di Telecom Italia, ritenute efficienti.

Secondo la Commissione, però, i livelli dei tassi di intervento inseriti nel modello BULRIC di Agcom sembrano ancora legati a una rete storica, piuttosto che essere orientati verso un’ipotetica rete di rame efficiente, con una minore occorrenza di guasti.

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Bruxelles sottolinea poi che Agcom – sempre per i costi commerciali inseriti nel modello – utilizza una quota percentuale derivata dall’offerta di riferimento di Telecom Italia per la fornitura di servizi ULL già regolamentati. E tale quota percentuale si basa sui costi effettivi sostenuti dalla divisione wholesale dell’ex incumbent. Anche questo approccio, spiega la Commissione, rischia di introdurre inefficienze nel modello BULRIC. Non è chiaro – si legge nella lettera – perché Telecom Italia dovrebbe avere l’incentivo a organizzare la propria divisione wholesale in maniera tale da minimizzare i suoi costi wholesale, se comunque tali inefficienze saranno compensate dai clienti all’ingrosso mediante tariffe regolamentate che coprono il costo delle stesse.

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La richiesta di riesaminare i dati relativi ai costi commerciali e di manutenzione, quindi, è necessaria per garantire che i prezzi dell’accesso all’ingrosso siano effettivamente fissati sulla base dei costi sostenuti da un operatore efficiente che gestisce una rete efficiente. E, a quanto pare, la Commissione non ritiene tale l’attuale rete di Telecom Italia. C’è di più. La Commissione europea rileva anche l’assenza di un meccanismo di applicazione per la condizionalità prevista negli aumenti dei prezzi. In altre parole, Agcom non ha quantificato gli indicatori qualitativi proposti per Telecom Italia, in termini di livelli, fasi critiche e scadenze da rispettare.

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Agcom, quindi, è chiamata a rifare i calcoli. I prezzi risultanti dovranno fornire indicazioni di investimento chiare sia a chi richiede sia a chi fornisce l’accesso, al fine di garantire anche ai consumatori prezzi equi per l’accesso a Internet in broadband.

Andrea Galassi

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