Redditometro, anche i prestiti e i regali tra familiari vanno dichiarati

Sembra uno scherzo, ma non lo è. Con le nuove norme per il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, sotto la luce dell’anagrafe tributaria finiscono anche i prestiti e i regali in denaro che i familiari si scambiano. Come fare per non incorrere in sanzioni?

Prestiti e donazioni tra familiari nel mirino del redditometro
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Il nostro Paese è tristemente noto per l’evasione fiscale. Si stima che ogni anno vengono evasi tributi per un ammontare tre volte superiore a quello che il Fisco riesce a incassare. Inoltre il nostro debito pubblico è preoccupantemente alto, per cui è normale ritrovarsi con la coperta troppo corta e i servizi pubblici ridotti all’osso. Allora non rimane altro che puntare al contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.

Il problema è che in questa situazione le misure non sono mai indolore e si rischiano delle ricadute sgradevoli nella vita di tutti i giorni.

Tenete presente la busta regalo con i soldi? O i prestiti che avvengono tra familiari?
Si contano sulle dita della mano le persone che sanno di dover dichiarare queste operazioni. Normalmente la gente non è abituata a farlo e non immagina che abbia rilevanza dal punto fiscale e giuridico. Ma ora le cose cambiano.

Quando si riceve un prestito, anche da parte di un genitore, questa somma andrà dichiarata all’Agenzia delle Entrate.
Il rischio, infatti, è che omettendo di fare la dichiarazione, la somma venga considerata come denaro in nero.
Il problema è che l’esigenza di tracciabilità dei movimenti è un aspetto prioritario per il fisco. Se una persona fa una spesa che va oltre le proprie capacità di reddito, il Fisco potrà chiederne conto, altrimenti presumerà che ci possa essere un reddito non dichiarato.
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Cosa fare quindi per evitare sanzioni?

Innanzitutto questo dovrebbe valere solo per somme di una certa consistenza, mentre quelle di modico valore non imporrebbero particolari formalità.

La questione quindi si pone per donazioni e prestiti di un certo ammontare. Ma questo ammontare non è definito, per cui occorre affidarsi ad alcuni principi. Bisogna considerare il reddito medio di chi riceve la somma di denaro. Se questa è tale da non incidere in maniera significativa sul reddito e sul patrimonio del ricevente, allora si possono omettere formalità.

Se la somma è rilevante allora occorre procedere a scrittura privata da cui si evinca, oltre alla somma, ai dati anagrafici e alla data, anche la natura di donazione o prestito. Successivamente l’atto va registrato presso l’Agenzia delle Entrate.

Il denaro va trasferito tramite strumenti tracciabili, quindi non può essere utilizzato il contante. Può quindi essere effettuato un bonifico (i bonifici online di solito sono gratuiti o hanno commissioni basse), ricarica di una carta prepagata, trasferimento tramite mobile payment, ecc…

In verità non c’è nulla di nuovo, in passato sono state tollerate queste pratiche, sebbene l’obbligo di dichiarazione fosse vigente, ma con il funzionamento del nuovo redditometro al Fisco ora potrebbero non sfuggire più. A rischio sono soprattutto i matrimoni, dove i regali in denaro sono piuttosto consistenti ed anche numerosi.
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