Reclamo al fornitore di energia: novità e obbligo di conciliazione

Qual è la soluzione al ritardo di fatturazione, ai distacchi senza preavviso e ad altri disservizi? Come detta il comunicato Autorità AEEGSI, seguirà il reclamo al fornitore di energia un nuovo obbligo di conciliazione. E’ questa la novità 2016 per risolvere le controversie relative a bollette luce o luce/gas, a meno che il consumatore, stanco dell’inefficienza, non decida di rivolgersi ad altro operatore.

Comunicato Autorità 2016 sulle controversie fra cliente e gestore

Questo è l’anno delle novità sul fronte reclamo al fornitore di energia. Il comunicato Autorità AEEGSI che vigila nei settori Energia Elettrica Gas e Sistema Idrico, impone a partire dal 2017 regole precise ai consumatori che subiscono disservizi o che, per altri, motivi, non sono soddisfatti del gestore.

Entrerà in vigore un nuovo obbligo di conciliazione che, prima delle controversie legali, dovrà seguire necessariamente la lamentela sporta da cliente (scritta o telefonica).
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Come proporre reclamo al fornitore di energia?

Sono molti i consumatori in Italia a voler scrivere un reclamo al fornitore energia prima di instaurare vere e proprie controversie in Tribunale. I motivi vanno dal mancato rispetto dell’obbligo di fatturazione con la spiacevole sorpresa di un maxi-conguaglio, ai distacchi senza preavviso e ad altri disservizi, come l’inefficienza ad esempio, del Servizio Clienti.

Se non si decide di cambiare operatore (oggi è semplice: senza costi né modifiche all’impianto si può fare in un click: basta confrontare senza obbligo di acquisto le offerte energia elettrica di SosTariffe.it), il primo rimedio è inviare una raccomandata a/r oppure un fax o e-mail all’Ufficio Reclami del gestore, specificando il motivo della lamentela.

I consumatori possono sporgere il reclamo autonomamente, cercando sul portale web del gestore i contatti dell’Ufficio Reclami, o con l’ausilio delle associazioni di consumatori, molte delle quali- superato lo step del sollecito-passano direttamente alla class action, anche se dal 2017 questa deve passare attraverso il nuovo obbligo di conciliazione, come previsto dal comunicato Autorità, novità del 2016.

I casi più frequenti di reclamo al fornitore di energia riguardano l’emissione di bollette con importo errato, servizi non richiesti ma fatturati, doppia fatturazione, ritardata fatturazione e interruzione del servizio senza preavviso.

Il primo passo per fare valere le proprie ragioni e buttare giù una lettera di sollecito che contenga questi dati:

  • generalità del cliente;
  • servizio, codice cliente e codice fornitura;
  • descrizione dei fatti e motivo del reclamo.

Inviato il reclamo al fornitore di energia, questi deve rispondere entro 40 giorni dal giorno di ricezione, anche se invia una risposta non definitiva in relazione ai soli dati tecnici. Ottenute le letture reali il gestore deve rispondere entro 15 giorni e inviare un equo indennizzo scontando la prima bolletta energia elettrica utile.

Quando l’operatore tarda a rispondere, deve al cliente da 20 a 60 euro di risarcimento per ritardo (20 euro se la risposta arriva entro 60 giorni, 40 se arriva entro 120 e 60 euro se arriva oltre i 120 giorni).

Reclamo al fornitore di energia tramite Sportello del Consumatore

Ci si può lamentare dei rapporti col fornitore anche chiedendo aiuto allo Sportello del Consumatore, specie nei casi in cui l’operatore non risponde al sollecito. L’indirizzo e-mail per ottenere assistenza è reclami.sportellounico@ acquirenteunico.it, il fax al numero verde è l’800.185.025 e l’indirizzo postale è Sportello per il consumatore di energia c/o Acquirente Unico, Unità Reclami Via Guidubaldo Del Monte 45, 00197 Roma.

Per ulteriori informazioni basta digitare il numero verde 800.166.654 dello Sportello, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 08:00 alle 18:00.

Il nuovo obbligo di conciliazione: le novità 2016

Il comunicato Autorità AEEGSI del 6 maggio 2016 informa tutti i consumatori sulle nuove regole da seguire in caso di reclamo al fornitore di energia elettrica. Dopo la lettera di sollecito non sarà più possibile passare alle controversie legali senza essere passati per il nuovo obbligo di conciliazione. La conciliazione in sostanza, diventa uno step imprescindibile prima di rivolgersi al giudice.

La novità è contenuta nel Testo Integrato di Conciliazione (TICO) e riguarda la risoluzione extra-giudiziale delle controversie cliente-gestore. E’ a partire dal 2017 che i clienti di energia elettrica e gas, ad uso domestico o meno, dovranno tentare l’accordo prima di adire un Tribunale.

Cosa dice il comunicato Autorità AEEGSI

Sul nuovo obbligo di conciliazione che segue il reclamo al fornitore di energia, l’AEEGSI informa che l’accordo deve trovarsi entro massimo 30 giorni dalla lamentela scritta inviata dal cliente e che si svolgerà a titolo gratuito presso i locali del Servizio Conciliazione della stessa Autorità o presso altri organismi ammessi alle conciliazioni paritetiche.

La procedura può essere attivata entro 1 anno dall’invio del reclamo e, nel caso in cui il gestore non risponde, dovrà essere inoltrata all’Autorità entro 50 giorni.

Lo svolgimento del primo incontro dovrà avvenire entro 30 giorni dalla domanda ma non prima di 10 giorni dalla comunicazione ad ambe le parti (cliente e gestore). La partecipazione al procedimento non preclude, ma anzi, diventa condizione pregiudiziale per instaurare eventuali controversie in sede giudiziaria.

Per approfondimenti sul comunicato Autorità e sulle modalità del nuovo obbligo di conciliazione dopo il reclamo al fornitore di energia consultare il sito ufficiale dell’AEEGSI.
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