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Rca, i medici legali si ribellano

A metà dicembre 2013, il decreto Destinazione Italia, all’articolo 8, rendeva i medici legali “ciechi”: per valutare una lesione fisica dopo un sinistro, ci si basava solo sullo strumento, sulla macchina. Obiettivo, limitare le truffe. Quell’articolo 8 poi non è entrato in vigore E probabilmente questa identica norma è contenuta nel disegno legge Zanonato che ricalca l’articolo 8. Ma il Sismla (Sindacato italiano specialisti in medicina legale e delle assicurazioni) non ci sta.

Rca, i medici legali si ribellano

Qualità e trasparenza

Secondo il Sismla, qualità e trasparenza sono queste sul versante medico-legale le garanzie più efficaci nella lotta alle truffe in materia di Rc auto, causa di inesauribile contenzioso giudiziario con le Assicurazioni e di incontrollato rialzo dei premi a danno delle vittime. A dichiararlo è stato il segretario nazionale Sismla, Raffaele Zinno, nel corso dell’incontro nell’Auletta dei Gruppi parlamentari, tra il gruppo promotore firmatario della Carta di Bologna e i parlamentari che hanno deciso di trasformare il frutto di una protesta in una concreta proposta di legge in materia di Rc auto.

L’importanza del medico legale

Solo il medico legale, ha detto Zinno, ha gli strumenti per effettuare una valutazione chiara e completa, che non può esser fatta da chi svolge attività medico-diagnostica che, per formazione, è carente di tutti gli strumenti di cui è dotato il medico specializzato in medicina legale.

È necessario, spiega il Sismla, creare le condizioni che permettano ai medici fiduciari delle Compagnie di svolgere il proprio lavoro con indipendenza, professionalità e terzietà.

Il diritto dell’automobilista

Alla fine, si deve garantire al cittadino un risarcimento giusto, equo e personalizzato perché solo così potremo essere fieri di approdare in Europa nel migliore dei modi, ha ancora detto il Sismla.

Il passo successivo è chiedere al ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, l’atto politico di ritirare il disegno legge Rc auto presentato all’indomani della bocciatura dell’articolo 8 del decreto Destinazione Italia.

Sarebbe un segnale importante: si darebbe concreta dimostrazione di una rinnovata capacità di ascolto della politica verso i consumatori e gli operatori del settore.

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