Quinto Conto Energia, le richieste delle Regioni in dettaglio

La parola delle Regioni in materia di agevolazioni al fotovoltaico ed energia elettrica sarà ascoltata.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, in occasione della Conferenza Unificata del 6 giugno, ha assicurato che le due bozze di decreti sul Quinto Conto Energia saranno modificate tenendo in considerazione le richieste delle Regioni e degli enti locali.

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Vediamo quali sono queste modifiche.

Rimandato ad ottobre

In particolare, le Regioni hanno chiesto il posticipo al 1° ottobre 2012 dell’entrata in vigore della quinta edizione del Conto Energia, il quale partirebbe sempre che a tale data il budget per la spesa complessiva di 6 miliardi di euro sia stato raggiunto da almeno un mese.

Deroga per i fotovoltaici su edifici pubblici

Fino al 31 dicembre 2012 si continuerà ad applicare il Quarto Conto Energia agli impianti collocati su edifici e aree pubbliche. Dopo questa data, i nuovi impianti usufruiranno del nuovo conto energia.

Spesa in rialzo: 749 milioni di euro

Le Regioni chiedono anche di aumentare il tetto di spesa, passando dai 500 milioni annui previsti nella prima bozza del Governo a 749 milioni di euro l’anno.

Inscrizione secondo la potenza

Per le Regioni è anche fondamentale l’aumento della soglia di potenza degli impianti fotovoltaici per l’iscrizione al registro, stabilita nella versione iniziale a 12 kWp.

La proposta regionale è quella di esimere dall’obbligo di iscrizione gli impianti di potenza fino a 100 kW, purché il costo annuo indicativo delle agevolazioni semestrali non superi i 50 mln di euro; esonerati dovrebbero essere anche gli impianti su edifici, capannoni e fabbricati rurali di potenza fino a 100 kW installati in rimpiazzo di coperture in eternit o contenenti amianto.

In più, non dovrebbero iscriversi al registro gli impianti a concentrazione e integrati con caratteristiche innovative, quelli su edifici pubblici e gli impianti su edifici, capannoni e fabbricati rurali ubicati nelle zone colpite dal terremoto in Emilia, a condizione che siano ricostruiti secondo la normativa antisismica.

Criteri di priorità per l’accesso al registro

Le Regioni chiedono inoltre di rivedere i criteri di priorità per l’accesso al registro, prevendendo punteggi più alti a chi si adegua ai seguenti criteri:

* un audit o certificazione energetica post investimento, per gli edifici che hanno migliorato la propria classe energetica, con moduli FV in rimpiazzo di coperture in amianto;

* impiego di materiali europei in almeno l’80% dell’impianto;

* localizzazione su cave dismesse e miniere;

* impianto (fino a 200 kW) al servizio di attività produttive.

Bonus per il Made in Europe e per la sostituzione eternit

Le Regioni chiedono il ritorno dei premi per il Made in Europe e per la sostituzione dell’eternit.

Il bonus dovrebbe essere di 3 cent per kWh per gli impianti i cui materiali siano un 80% europei. Lo stesso premio di 3 cent per kWh sarebbe previsto anche per gli impianti su edifici installati in rimpiazzo di coperture in eternit o contenenti amianto. Entrambi i bonus sarebbero cumulabili tra loro.

Tariffa incentivante più alta e rapidamente erogata

Le Regioni chiedono di incrementare le tariffe incentivanti per gli impianti con potenza sotto i 20 kW.

In più, si dovrebbe diminuire da 4 mesi a 2 mesi il termine dal ricevimento della domanda entro il quale il Gestore dei Servizi Energetici dovrà concludere le verifiche ed erogare la tariffa.

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