Quale sarà la sorte del servizio di trasporto pubblico?

Lo scorso 31 dicembre è scaduto il contratto di servizio tra lo Stato e Trenitalia finalizzato alla garanzia della collegamento delle diverse tratte ferroviarie non interessate dall’Alta Velocità, considerate indispensabili per collegare nord e sud e utilizzate da milioni di utenti ogni giorno.

Servizio di trasporto pubblico a rischio soppressione?

Il contratto di servizio è in attesa di rinnovo, a quasi un mese e mezzo della scadenza, il servizio viene ancora erogato, ma secondo Federconsumatori, in assenza del finanziamento pubblico, potrebbe essere compromessa ulteriormente la già bassa qualità del servizio.
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L’associazione dei consumatori sottolinea come negli anni sono stati via via smantellati i treni a lunga percorrenza non ad Alta Velocità (come Intercity e Intercity notte); inoltre anche il comfort e la pulizia sarebbero sempre più trascurati; i tempi di percorrenza si sarebbero dilatati ulteriormente ed il livello generale del servizio si sarebbe ridotto ancora di più.

A parere di Federconsumatori, allo stato dei fatti, il mancato finanziamento del servizio da parte dello Stato potrebbe comportare la definitiva soppressione del servizio di trasporto pubblico.

Inoltre, la decisione di Trenitalia di ridurre il numero di biglietti senza posto e di prevedere una penale di 50 euro per la regolarizzazione, potrebbe avere gravi ripercussioni sul servizio nei periodi di punta (come le festività e le ferie), in quanto l’offerta di treni non sarebbe in grado di assorbire la domanda dei viaggiatori.
Questa situazione, secondo l’associazione, si pone in netto contrasto con la garanzia alla mobilità prevista dalla Costituzione Italiana e dai principi dell’Unione Europea.

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