Prestiti tra privati: intervista a Michele Novelli di Prestiamoci.it

Il fenomeno del social lending, ovvero prestiti tra privati favoriti dall’interconnessione tramite Internet, è ancora poco conosciuto in Italia, ma i vantaggi, sia per chi presta che per chi chiede un finanziamento, non sono pochi. Per capire meglio questo fenomeno abbiamo intervistato Michele Novelli, Chief Executive Officer di Prestiamoci.it, tra i pochi portali italiani che hanno deciso di favorire il prestito tra i privati.

Il prestito tra privati come nuova frontiera del finanziamento
Richiedi un preventivo per il tuo prestito

D. Come è nato Prestiamoci.it e con quali obiettivi?

R. Prestiamoci.it è stato rilanciato nello scorso novembre con l’obiettivo di mettere in contatto prestatori e richiedenti, dando la possibilità ai primi di avere l’accesso a una forma d’investimento riservata fino a prima solo a Banche e Finanziarie, e ai secondi di ottenere prestiti a costi più bassi. Ci siamo infatti chiesti: perché non aprire anche all’investitore di tutti i giorni questa forma di guadagno? Si tratta di un modello virtuoso che mette in contatto persone comuni con altre persone comuni. Il tutto avviene nel rispetto delle leggi vigenti, dato che Prestiamoci.it è posta sotto il monitoraggio della Banca d’Italia. 

D. Le banche non erogano più prestiti. Prestiamoci.it potrebbe essere un’alternativa ai normali canali creditizi oppure ha le stesse limitazioni?

R. Prestiamoci.it è sicuramente un’alternativa parallela ai normali canali tradizionali, in grado di portare credito alle famiglie e in futuro anche ad aziende. Abbiamo incontrato, inoltre, l’interesse delle istituzioni e degli enti come regioni, provincie e comuni, perché vedono Prestiamoci.it come un metodo per portare nuovo credito. In altri Paesi, come in Inghilterra le istituzioni hanno anche defiscalizzato chi investiva in queste piattaforme oltre che far diventare l’ente stesso investitore. 

D. I tassi di interessi nel social lending sono più bassi, come mai?

R. Mettendo in contatto investitori e richiedenti online si tagliano tutta una serie di costi: abbiamo una struttura molto leggera, non c’è una Banca intermedia e questo permette di migliorare l’efficienza e abbassare i tassi. Inoltre Prestiamoci.it percepisce come introito solo fees di servizio. 

D. Quali sono le principali differenze tra i normali prestiti e quelli erogati da Prestiamoci.it?

R. Le differenze sono: con Prestiamoci.it il prestito costa meno, avviene tra persone e che non costa niente chiuderlo. Abbiamo anche la testimonianza di due richiedenti che dopo aver estinto i loro prestiti sono diventati investitori. 

D. Ci sono dei limiti alla richiesta di prestiti in termini di denaro o motivazioni della richiesta? Per richiederlo sono necessarie garanzie?

R. Il prestito può essere richiesto per qualsiasi tipologia di motivazione. Attualmente eroghiamo prestiti solo tra privati e non verso aziende. Il tetto massimo del capitale richiedibile è per ora di 25 mila euro. Si tratta, inoltre, di un prestito richiedibile senza garanzie. 

D. Rispetto ai normali canali creditizi sono tante le richieste di prestito respinte? Quali sono le motivazioni di negazione di un prestito?

R. Contrariamente a quanto si possa pensare respingiamo molte richieste. Alcuni richiedenti possono ritenere che il prestito tramite social lending sia più facile da ottenere rispetto a quello finanziato da enti tradizionali: invece è l’opposto. Il processo di approvazioni è più difficile, questo per evitare frodi tra le persone che hanno dato fiducia alla piattaforma e tutelare gli investitori. Le richieste vengono respinte principalmente perché il richiedente è già protestato, o perché ha già altri debiti ed è troppo indebitato, o magari non ha lavoro. Per ottenere il finanziamento, attualmente, il richiedente deve essere in possesso di un lavoro a tempo indeterminato, o se si tratta di lavoratori autonomi si deve dimostrare che l’attività sia in essere da diverso tempo.

D. Sulla piattaforma esiste anche la possibilità di indicare il progetto per il quale si richiede il finanziamento, quali sono le principali motivazioni? E’ possibile chiedere un prestito per aprire un’attività?

R. Le motivazioni indicate sono quelle più diffuse, come l’acquisto di un auto. Attualmente non vengono erogati prestiti direttamente alle aziende, ma nulla vieta al richiedente di investire la somma prestata per aprire una nuova attività.

D. Perché un normale cittadino che vuole investire o chiedere un prestito dovrebbe aderire alla piattaforma e non ad altre forme di investimento o finanziamento?

R. Per il richiedente i principali vantaggi di utilizzare Prestiamoci.it sono: costi minori, finanziamento che intercorre tra persone e non con un’istituzione, non ci sono costi di chiusura e il tutto avviene facilmente online. Il prestatore, invece, ottiene il rendimento del 7% netto, investe su altre persone come lui e viene ripagato del capitale e ottiene gli interessi già dal primo mese.

D. Secondo lei il fenomeno del social lending può avere successo in un Paese come l’Italia?

R. L’unica difficoltà incontrata è la mancanza di investimenti diretti su Prestiamoci.it (venture capital), e questo causa il fatto che siano meno fondi da impiegare nello sviluppo del marketing o nel miglioramento dalla piattaforma. Il social lending, in generale, può avere successo in Italia, come in altri Paesi, dato che gli investitori privati non mancano ed è difficile avere rendimenti cosi buoni. 

Scopri Prestiamoci.it

Commenti Facebook: