Prelievo forzoso conti correnti come difendersi

In Italia è stato introdotto il Bail-in, che, in caso di dissesto bancario, autorizza il prelievo forzoso dei conti correnti: come difendersi? Il rischio è, soprattutto, per i titolari di conti correnti con un deposito di otre i 100.000 Euro, che potrebbero subire una sottrazione. L’allarme è stata lanciata dall’Associazione Difesa Consumatori.

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Torna l'incubo del prelievo forzoso conti correnti: come difendersi?

Ancora una volta si torna a parlare del prelievo forzoso conti correnti e come difendersi.

Questa volta, come riportavamo qualche ora fa, il rischio per i correntisti trova origine nella Legge di delegazione europea 2014 per il recepimento delle direttive UE relative al settore bancario, recentemente passata al Senato e in attesa dell’esame della Camera. Bankitalia, grazie a questa normativa, potrà in caso di difficoltà finanziarie prelevare denaro direttamente dai correntisti privati, (Bail-In) anziché dalle casse pubbliche (Bail-out).

L’Unione Europea attende il recepimento della direttiva da parte dell’Italia entro due mesi. In questa maniera, le sofferenze che gravano sulle banche – circa 330 miliardi di Euro -, potrebbero essere ricoperte con i risparmi degli italiani.

L’allarme arriva dall’ADICO, Associazione di Difesa dei Consumatori; al riguardo, il presidente dell’Associazione Carlo Garofolini ha dichiarato: “Pensare di far pagare ai risparmiatori il dissesto bancario provocato dalla mala-gestione è davvero vergognoso, tanto più pensando ai costi che deve affrontare quotidianamente il correntista.”

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Prelievo forzoso conti correnti, un rischio sempre attuale

Sin dal 2013 si parla dell’ipotesi di un prelievo forzoso sui conti correnti, quando a marzo, per evitare il default nel Cipro, la Troika (FMI, BCE e UE) aveva deciso di effettuare un prelievo forzoso sui conti correnti dei ciprioti. Così, chi deteneva più di 100.000 euro sul conto, si è visto prelevare obbligatoriamente circa il 38% dallo Stato. Oggi, con l’ipotesi di default della Grecia, il rischio è sempre attuale.

Il Fondo monetario internazionale sosteneva a giugno scorso che per rimediare l’esperimento fallito della moneta unica europea, bisogna prelevare forzosamente il 10% sui saldi dei conti correnti di 15 Paesi dell’Eurozona.

Così lo riportava il giornale americano Wall Street Journal in un articolo intitolato Monitor delle finanze pubbliche. Secondo il FMI, con questo 10% si potrebbe riportare il debito sovrano del blocco ai livelli pre-crisi. Invece di appesantire il carico fiscale delle imprese e tagliare gli stipendi, scriveva il giornale, è meglio impiegare i capitali dormenti.

E’ stato suggerito, in particolare, un tasso di prelievo del 10% sui risparmi netti positivi delle famiglie di 15 paesi della zona euro.

Così, il Fondo ha sollecitato alla BCE e l’UE di considerare quest’ipotesi, visto che non sono molte le alternative per ridurre il debito pubblico. Secondo il FMI, una nuova tassa sul patrimonio o il ricorso all’inflazione non fanno altro che peggiorare la situazione, colpendo le fasce più deboli della popolazione.

Come difendersi dal prelievo forzoso dei conti correnti?

Se venisse approvata la Legge di delegazione europea 2014 che introduce il Bail-In, sarebbero a rischio unicamente – almeno per adesso – i depositi di importo superiore ai 100.000 euro.

Il prelievo forzoso del conto corrente, una volta autorizzato, sarebbe un’operazione completamente legale e quindi non c’è moltissimo da fare per difendersi. Coloro che sono a rischio ma non superano di molto il limite di 100.000 euro, potrebbero aprire un nuovo conto corrente (o più di uno) e spostare parte del denaro, ma nemmeno questo intervento garantirebbe al 100% la sicurezza dei depositi.

In ogni caso, volendo optare per spostare i risparmi, spalmandoli su uno o più conti correnti, consigliamo di scegliere i conti online a zero spese, che non prevedono costi fissi di apertura, gestione, mantenimento o chiusura. Seguendo il link qui sotto è possibile valutare alcune proposte di conti online:
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In alternativa, è possibile evitare il prelievo forzoso conti correnti e difendersi depositando parte dei risparmi in un conto deposito, che godono della protezione del Fondo interbancario di tutela dei depositi, costituito nel 1987 e che garantisce una copertura massima fino a 100.000 euro.

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