Popcorn come alternativa a Netflix

Popcorn Time, il servizio gratuito che permette di vedere film e serie tv online, ha fatto il suo esordio proprio un anno fa come alternativa a Netflix, ma in Italia chi lo utilizza per vedere opere protette commette un reato con il rischio di ricevere una multa fino a duemila euro. Il successo del servizio pone però l’attenzione su un tema importante come la gestione del copyright che andrebbe ripensata con regole più chiare.

Popcorn Time, il servizio per lo streaming di contenuti "pirata" in alternativa a Netflix, festeggia un anno

Il palinsesto rigido e statico per molti sembra essere ormai superato grazie alla possibilità di ogni utente di personalizzare la visione dei contenuti attraverso una pratica sempre più consolidata come lo streaming. Fino a qualche tempo fa l’operatore principale a fornire questo servizio era Netflix, che si è distinto anche per la produzione di contenuti, ma già da qualche tempo è arrivata anche PopCorn Time che si sta ponendo come alternativa a cui gli utenti fanno affidamento in modo più frequente.

Proprio in questi giorni Popcorn Time, un servizio online che permette di guardare film, documentari e serie del momento, festeggia il suo primo anno di vita. In home page, però, quando gli utenti accedono alla piattaforma, oltre a conoscere meglio le specifiche del servizio che permette lo streaming di film e programmi tv direttamente da file torrent, si trovano di fronte anche a un avvertimento da non sottovalutare visto che viene precisato che scaricare materiale coperto da copyright in alcuni Paesi, tra cui c’è anche l’Italia, è ritenuto illegale. Nonostante questo monito il successo di Popcorn Time in soli dodici mesi di vita è stato indiscutibile al punto tale che anche i gestori di Netflix iniziano a temere per la loro leadership.

La breve storia vincente di Popcorn Time

Già al momento del suo esordio, risalente a marzo 2014, i creatori di Popcorn Time, un gruppo di amici argentini, non nascondono la loro ambizione e rivelano che l’obiettivo è quello di creare un software capace di rendere semplice lo stream di video da torrent. Già poco tempo dopo, però, emergono i problemi legali che la piattaforma porta con sé fino ad arrivare alla chiusura, anche se temporanea, del sito. A esultare per questa decisione è la Motion Picture Association of America (MPAA), l’organizzazione dei produttori americani, ma sarà una gioia destinata a essere di breve durata.

Il codice interamente open source, infatti, rimane su GitHub e questo permette quindi poco tempo dopo al sito di risorgere diventando sempre più professionale e di ottenere un riscontro via via più importante. Il successo è evidente: negli Stati Uniti secondo le analisi della Compagnia per la difesa del copyright Ceg Tek International dal luglio 2014 al gennaio 2015 l’incremento è stato pari al 336%, ma secondo i dati di Google il gradimento è ottimo anche in Europa e in modo particolare in Italia, Spagna, Portogallo e Olanda. Anche Netfix, il gigante della tv on demand su internet che sta per approdare anche in Italia grazie a un accordo con Telecom, inizia quindi a preoccuparsi.

In Italia Popcorn Time è un reato

Questo è il funzionamento della piattaforma: basta scaricare l’applicazione, disponibile in versione beta per OSX, Windows, Linux e Android, e avviare il programma per avere a disposizione un ampio catalogo di contenuti tra cui scegliere. Popcorn Time non gestisce alcun contenuto, ma in Italia chi usa questo tipo di software, che permette di condividere parti di film o interi film con altri utenti può commettere reato se si tratta di materiale coperto da copyright e subire una multa fino a duemila euro.

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