Polizza auto intestata a una persona diversa dal proprietario

Come ottenere il risparmio assicurazione in famiglia, facendo pagare un premio più basso a figli e conviventi? E’ il caso della polizza auto intestata a persona diversa dal proprietario, convivente o non convivente. Ecco cosa dice la legge in merito e quale scelta risulta essere più conveniente.

Risparmio assicurazione in famiglia. Ecco come fare

Prima di affrontare la questione polizza auto intesta a una persona diversa dal proprietario, iniziamo col dire che, nel caso in cui il soggetto non sia convivente, la soluzione migliore è evitare l’intestazione, o meglio, che la vettura rimanga intestata alla persona con classe di merito più favorevole. In questo caso il risparmio assicurazione è garantito, ma si rende necessario scegliere fra diverse assicurazioni “tutti conducenti”, scegliere quella al prezzo migliore e acquistarla.

Prima di acquistare la nuova copertura, bisogna sapere che optando per la guida esclusiva si risparmia di più, ma se, come anticipato, non si può far altro che aggiungere diversi conducenti, occorre scegliere formule a guida libera (leggi in fondo le novità su intestazione libretto e patente di guida).
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Polizza auto intestata a una persona diversa dal proprietario

Quanto detto vale con riferimento alla polizza auto intestata a persona diversa dal proprietario non convivente, rispetto alla quale si è espressa anche la Corte di Cassazione. Molti pensano erroneamente che, ferma restando l’intestazione del veicolo a proprio nome, sia possibile far stipulare l’assicurazione ad altri soggetti con Rc auto favorevole, quando per “favorevole” si intende il raggiungimento di una 1°, 2,°, 3° fino anche alla 7° classe di merito: ogni posizione è migliore rispetto alla 14° classe -la più costosa-, attribuita in automatico ai neopatentati.
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In realtà, in tutti i casi in cui l’auto è intestata a sé, nel calcolo del premio assicurativo (anche se la polizza è a nome di terzi) viene tenuto conto dell’effettivo proprietario e della sua posizione assicurativa, sulla quale viene calcolato il rischio e il prezzo dall’assicurazione. Nel 2011 i giudice della Cassazione si sono espressi in questi termini:

(…omissis…) in tutti i casi di polizza auto intestata a una persona diversa dal proprietario, il contraente della polizza è tenuto a pagare un premio calcolato in base alla classe di merito del proprietario dell’auto.

Ciò non significa che l’assicurazione del veicolo non possa essere stipulata da terzi, ma che il risparmio assicurazione in famiglia si ottiene a diverse condizioni e con l’applicazione di una normativa specifica, la Legge Bersani, che tuttavia riguarda solo i casi di polizza auto intestata a persona diversa dal proprietario convivente.
poliza auto intestata a persona diversa dal proprietario

Risparmio assicurazione in famiglia: La Legge Bersani

La normativa consente di far ereditare a neopatentati e non la classe di merito più favorevole appartenente ad un soggetto diverso, purché presente nello stesso nucleo famigliare. E’ il caso della polizza intestata a soggetto diverso ma convivente e contemplato nello stato di famiglia. La Legge Bersani trova applicazione solo quando entra a far parte del nucleo un nuovo acquisto (auto o moto, anche usata) della stessa tipologia di quello di cui si intende ereditare l’assicurazione auto più economica.

I due soggetti devono essere entrambi persone fisiche perché la legge non si applica alle società. La Legge Bersani è uno strumento di risparmio perfettamente legale, che consente a chi si trova in posizione svantaggiata di stipulare la polizza anche in 1° classe di merito, con un risparmio assicurazione in famiglia non indifferente.

Obbligo di uguale intestazione patente e libretto: sospesa la norma nel 2016

Lo scorso anno, per rendere sempre identificabili i soggetti alla guida dei veicoli ed evitare fenomeni di elusione fiscale, il Governo aveva introdotto l’obbligo di uguale intestazione di patente e libretto. Lo scopo era perseguire coloro che, pur non essendo proprietari del mezzo, lo usano come il proprio. La norma (come specificato da fonti istituzionali) non si sarebbe applicata ai soggetti conviventi nello stesso nucleo famigliare e, veniva da pensare, riguardasse da vicino i non conviventi con polizza “tutti conducenti” a nome del soggetto con classe più favorevole.

In realtà questa legge è stata studiata per le società di autonoleggio e i veicoli in comodato, anche se non esclude la prima ipotesi.

Prevedeva l’obbligo di annotare il nome sulla carta di circolazione rivolgendosi agli sportelli del Dipartimento dei Trasporti dopo aver utilizzato il veicolo per oltre 30 giorni. La multa, in caso di infrazione, è stata fissata a 705 Euro, ma per ora nulla di fatto. Il Consiglio di Stato infatti, dopo il ricorso presentato da una società di autonoleggio, ha confermato la decisione del Tar di sospendere l’efficacia della norma.

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