Perché Google vuole anche azzerare le tariffe di roaming internazionale

Il roaming è un accordo tra due o più compagnie di telefonia mobile in base al quale i clienti di una delle compagnie stesse possono utilizzare le reti delle altre per servizi voce, messaggistica e dati. Si parla di roaming internazionale quando l’accordo intercorre tra operatori attivi in Paesi diversi. Google sarebbe già in trattativa con Hutchison Whampoa, multinazionale proprietaria di Tre

Google e il mercato delle telecomunicazioni
La strategia di Google nel mercato delle telecomunicazioni

Google vuole azzerare le tariffe di roaming internazionale per i consumatori statunitensi, stando alle fonti dell’industria delle telecomunicazioni intercettate dal quotidiano britannico The Telegraph.

L’azienda di Mountain View (California, USA) avrebbe già avviato una trattativa con Hutchison Whampoa, multinazionale proprietaria del gruppo di telecomunicazioni Tre, attivo in Austria, Danimarca, Hong Kong, Irlanda, Italia, Svezia e Regno Unito.

Google vorrebbe nello specifico siglare un accordo di accesso wholesale con Hutchison Whampoa per fruire delle infrastrutture per le telecomunicazioni di Tre e consentire ai consumatori statunitensi di utilizzare servizi voce, messaggistica e dati all’estero senza affrontare i sovraccosti previsti per il roaming internazionale.

Confronta tariffe Tre

BigG avrebbe iniziato a verificare la fattibilità del suo nuovo progetto con Hutchison Whampoa perché Tre ha già azzerato le tariffe di roaming internazionale per i suoi clienti, hanno riferito le fonti.

Google, nella sua nuova veste di MVNO (Mobile Virtual Network Operator), offrirebbe quindi ai consumatori statunitensi la possibilità di telefonare, inviare messaggi e accedere a Internet senza sovraccosti quando gli stessi si trovano in Italia e negli altri Paesi ove opera Tre.

Sundar Pichai, vicepresidente senior di Google e responsabile dei prodotti Android, Chrome e Google Apps, intervenuto al Mobile World Congress 2015, aveva dichiarato che BigG non sarebbe entrata nel mercato delle telecomunicazioni su larga scala.

 

È vero che le voci in oggetto interessano, al momento, soltanto i consumatori statunitensi, ma in prospettiva le mosse di Google potrebbero scardinare almeno in parte gli equilibri di mercato a ogni latitudine.

Google non avrebbe tuttavia in programma di debuttare in Europa in qualità di MVNO, hanno specificato le fonti intercettate dal Telegraph. Perché ritiene competitivo il mercato delle telecomunicazioni europeo e perché, in Europa, le tariffe di roaming internazionale sono in via di abolizione (per la verità, c’era una volta la fine del roaming).

Attraverso la serie di smartphone e tablet Nexus, l’azienda di Mountain View ha tentato di influenzare l’industria manifatturiera di settore e di riscrivere almeno in parte le regole della distribuzione commerciale.

Attraverso il progetto Google Fiber, BigG sta tentando di spingere gli ISP (Internet Service Provider) statunitensi a investire maggiori risorse per lo sviluppo di infrastrutture per la banda ultralarga.

Con gli accordi siglati con T-Mobile e Sprint, e con la trattativa con Hutchison Whampoa, Google vorrebbe mettere sotto pressione i due maggiori operatori di telecomunicazioni a stelle e strisce, AT&T e Verizon, per convincerli ad adottare un sistema che prevede l’utilizzo combinato delle reti cellulari e di quelle Wi-Fi per fornire servizi di telefonia e di connettività a Internet senza soluzione di continuità.

A BigG interessa soprattutto che i consumatori siano posti nella condizione di poter fruire di servizi di accesso a Internet di qualità. Perché più tempo gli stessi trascorreranno online, più volte utilizzeranno Google Search e altri servizi dell’azienda di Mountain View, più messaggi pubblicitari riceveranno, più dollari finiranno nelle casse di Google.

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