Perchè Edison sponsorizza la Nazionale Italiana di Rugby

E’ un periodo che anche il finanziamenti del Coni scarseggiano e in salvataggio dello sport arrivano dunque i grossi sponsor. Il colosso del settore energetico sponsorizza le nazionali di basket, di volley e – come secondo marchio – quella di rugby.

Edison e il campione italiano di rugby Martin Casrogiovanni per Londra 2012

E’ Andrea Prandi, direttore della Comunicazione di Edison, oltre che consigliere di amministrazione della Fondazione della stessa società,  ad aver pensto al rugby.

Per Edison sostenere e finanziare la sport è prima di tutto un’operazione di comunicazione e dunque economica volta a conquistare la fiduacia degli italiani. Infatti è proprio nel 2008, che fu l’ anno di liberalizzazione del mercato energetico, che Edison decide di sostenere la Nazionale italiana di rugby, pallavolo, pallacanestro e anche quella olimpica in occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008 e di Londra 2012.

Edison si trovava vicina al rugby poichè la società era in “profonda riflessione sulla propria identità di brand e si accingeva ad esordire nel mercato residenziale” così come il rugby rappresentava un piccolo sport che cercava di affermarsi su grande scala.

C’è un ulteriore aspetto che è quello legato al concetto che il prodotto fisico è più facilmente vednibile e quindi crea più facimente legame con la gente; infatti dice Prandi in un’intervista, “è stata una scelta per cercare di creare affezione alla marca, visto che non abbiamo un prodotto fisico da vendere al dettaglio. In particolare la Nazionale è qualcosa che crea un forte legame alle persone che, a differenza dei club, unisce e non divide”.

I dati di Edison parlano chiaro: il brand Edison ha fortemente beneficiato di questo legame con il rugby non soltanto in termini di «awareness», ma anche di reputazione e credibilità. Un esempio su tutti: la campagna con Martin Castrogiovanni, ideata in preparazione alle Olimpiadi di Londra.

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