People Analytics: ecco come Google organizza il personale

A Mountain View sanno bene che per far fronte alle esigenze di migliaia di dipendenti ci vogliono non solo menti umane in grado di saper fare il loro mestiere alla perfezione, ma anche programmi e software aziendali capaci di supportare un' impresa a tratti "titanica". Non poteva dunque mancare un programma apposito, People Analytics, perfetto per analizzare ogni singola necessità di tutti i dipendenti di Google.

People Analytics: ecco come Google organizza il personale

Google si sa, è un’azienda che in tecnologia non bada a spese, dove l’innovazione è la parola d’ordine del giorno. Migliorare la gestione del personale per Big G è di fondamentale importanza. La gestione di tutti i dati dei dipendenti, il continuo flusso di cambiamenti strutturali dei dipartimenti, ha portato a Google una serie di grattacapi che sono stati alleggeriti da People Analytics.

People Analytics alla fine dei conti non è nient’altro che una divisione interna a Big G che produce costantemente grafici, dati e analisi di vario tipo, interamente dedicati alla gestione dei dipendenti. Da quest’ufficio, mediante particolari algoritmi non a caso parte tutto ciò che è dedicato al personale di Google.

La divisione, nata nel 2006, ha sfornato in questi anni ottimi risultati secondo quanto riferito dal board di Google. Tanti progetti sono sorti proprio grazie alla competenza delle persone che ci lavorano, e soprattutto grazie al fatto che Google non si muove nei confronti di nessun dipendente, se non prima di aver consultato People Analytics. Nel senso, il dipartimento utilizza dati e analizza casi concreti e così prima di prendere decisioni sul da farsi, la direzione consulta People Analytics in qualsiasi situazione dove Big G deve dare un preciso giudizio su un dipendente o reclutare nuovi manager dell’internet mobile.

I risultati concreti di People Analytics appaiono di tutto rispetto. People Analytics infatti a furia di dati, prove e analisi è riuscita a convincere Google a non fare più di 4 colloqui per candidato in vista di un’ipotetica assunzione, altri ancora sarebbero deleteri. Inoltre la creazione di un algoritmo per identificare i curriculum validi e scartare i meno papabili è stato un altro bel progetto che è culminato con il programma Oxygen.

Oxygen è il riassunto di una serie di piccoli propositi di come sarebbe il manager perfetto. Il manager che tutte le aziende, e Google compresa, stanno cercando. Tante le skills che un manager come si deve nell’epoca del digitale dovrebbe avere: capacità di relazionarsi con i sottoposti e altrettante competenze tecniche, queste le più importanti. Staremo a vedere, quanto tempo ancora potrà durare l’epoca degli algoritmi nell’organizzazione di cose e persone, per adesso chiediamoci soltanto se il manager perfetto esiste davvero.

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