Pensioni e conti pubblici: bilancio negativo per l’Italia

Il saldo tra entrate e uscite del sistema previdenziale italiano è negativo, colpa disoccupazione e crisi economica. Meno del 50% dei pensionati paga l’IRPEF. Malgrado le successive riforme, l’ultimo Bilancio sugli andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza, presentato da Itinerari previdenziali alle Commissioni parlamentari e al Governo lo scorso mercoledì, dimostra quanto sia ancora precario il sistema previdenziale italiano.

conti pubblici e pensioni
Peggiorano i conti pubblici: 52% delle pensioni provengono dalla fiscalità generale

La contabilità del sistema previdenziale italiano preoccupa. Secondo l’ultimo bilancio, in effetti, nel 2013 la spesa pensionistica complessiva (le uscite) ha raggiunto i 214,5 miliardi di euro, ovvero +1,62% rispetto al 2012 (quando era già stato registrato un aumento del 3,3% rispetto al 2011). Le entrate contributive, invece, sono in flessione, con 189,2 miliardi nel 2013 e un -0,56% rispetto al 2012.

Continua quindi il forte trend negativo che viene caratterizzando il bilancio previdenziale italiano sin dal 2010, con un disavanzo complessivo di gestione pari a 25 miliardi nel 2013 (+ 22% sul 2012); il divario tra il 2012 e il 2011  è stato del + 26,6%, e del 26,3% tra il 2011 e il 2010.

Si tratta quindi di un notevole peggioramento dei conti che ci riporta ai saldi del 1995”, si legge nel bilancio presentato settimana scorsa. “Tale situazione è dipesa in larga parte dall’impatto occupazionale negativo prodotto dalla crisi economica – continua il documento, sottolineando che -in assenza dei rilevanti attivi della gestione lavoratori parasubordinati, delle gestioni delle casse dei liberi professionisti, dei commercianti e dei lavoratori dello spettacolo, il disavanzo complessivo di sistema tra entrate e uscite sarebbe notevolmente peggiorato passando a oltre 36 miliardi di euro”.
Migliori conti per pensionati

Non tutti pagano le tasse

Per quanto riguarda le tasse che pesano sugli assegni INPS, il documento rivela che nel 2013 l’IRPEF e le addizionali comunali e regionali hanno tolto circa 43 miliardi di euro ai pensionati previdenziali. Ciononostante, nel nostro Paese vi sono circa 8,5 milioni di prestazioni pensionistiche di natura assistenziale, su una platea di 16,39 milioni di beneficiari di trattamenti previdenziali. Trattamenti che in tutto sono 23,3 milioni, uno ogni 2,57 abitanti, perché molti ne percepiscono più di uno. Questo vuol dire che in totale quasi il 52% dei pensionati sono esenti dal pagamento dell’IRPEF.

In effetti, più della metà degli assegni, considerando anche quelli di invalidità, le pensioni sociali, quelle per i superstiti e le integrazioni al minimo, vengono pagati con i fondi della fiscalità generale, non essendo coperte da contributi versati ma dalle tasse della totalità dei contribuenti. Per un ammontare di quasi 90 miliardi di euro, il 5,77% del PIL.

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