Offerte ADSL: prezzi in aumento

Aumento in vista per i prezzi ADSL? Sembrerebbe di si. Bruxelles avrebbe dato l’ok ai criteri stabiliti dall’AGCOM per la determinazione dei prezzi all’ingrosso delle adsl, con la conseguenza di un aumento delle tariffe.

Attualmente Telecom, proprietaria dell’infrastruttura di rete, propone le offerte ADSL sia al dettaglio, cioè  ai clienti finali, che all’ingrosso agli altri operatori. In questo contesto è l’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) a stabilire i prezzi all’ingrosso, prezzi che devono essere approvati dalla Commissione di Bruxelles.

agcom_autorità_garanzie_comunicazioni

Gli operatori possono decidere di usufruire di un sistema di unbundling o acquistare il bitstream. Nel primo caso il gestore telefonico affitta il doppino, cioè la coppia di fili di rame usata per la trasmissione delle comunicazioni telefoniche e dei dati, da Telecom. L’unbundling è però disponibile solo per il 50% della popolazione, perché richiede che l’operatore arrivi vicino alle case con la propria rete. L’alternativa per l’altra metà della popolazione è il bitstream, in questo caso il gestore telefonico oltre ad affittare il doppino utilizza anche l’infrastruttura di Telecom.

Il bitstream, poi si basa o su ATM o Ethernet. ATM è un protocollo di rete che racchiude i dati in pacchetti a lunghezza fissa. Ethernet è invece una famiglia di tecnologie molto più sviluppata che garantisce delle performance migliori offrendo servizi che ATM non può realizzare, come l’IPTV, ovvero la tv via internet. Inoltre Eth è anche meno costosa e può raggiungere aree non coperte da ATM garantendo così indubbi vantaggi.

Bruxelles, in linea con quanto emerge dai costi di tecnologia, ha confermato che Ethernet deve costare meno di ATM e che devono essere applicati degli incentivi affinché tutti gli operatoria siano su Eth. Telecom già usa la tecnologia Eth a differenza dei competitors che sono su ATM in attesa che AGCOM si pronunci sulla definizione della struttura dei prezzi.

AGCOM, tuttavia al momento di stabilire i prezzi. ha disposto che il costo all’ingrosso di Ethernet sia maggiore di quello di ATM. Questa situazione, come afferma anche sul suo blog Stefano Quintarelli, svela che i sistemi di rilevazione dei prezzi fissati dall’AGCOM “sono sbagliati o quantomeno faziosi”. L’intervento della commissione competente potrà sanare la situazione ed evitare complicazioni tra Autorità e operatori.

L’aumento pesa nelle tasche degli italiani: secondo le stime il canone unbundling dovrebbe rimanere invariato per tutto il 2010. L’aumento sarà previsto in 2 trance. Dagli 8,70 euro attuali si passerà nel 2011 a 9,14 euro e nel 2012 a 9,48 euro al mese. Tutto ciò, ovviamente si ripercuoterà sulle tariffe finali rivolte ai clienti finali.

In base alle stime sull’aumento del canone nel 2011, che sarà del 5%, le tariffe adsl + telefono semiflat passeranno dalla variabile compresa tra 29.90 e 34,00 euro a quella tra 31.40 e 35.70 euro. Le tariffe flat adsl-voce varieranno dall’intervallo di 37.90 e 44,00 euro a 39,8 e 46,20 euro.

Gli operatori alternativi a Telecom hanno mostrato disappunto per la decisione, evidenziando che gli aumenti avranno ripercussioni negative sia sul mercato che sui consumatori, garantendo a questi minor concorrenza e quindi minore innovazione.

AGCOM, secondo le accuse mosse dai concorrenti della Telecom, sembrerebbe non tener in considerazione l’importanza degli investimenti sulle nuove tecnologie, fondamentali per far si che l’Italia sia un paese all’avanguardia rispetto agli altri stati occidentali.

ento in vista per i prezzi ADSL? Sembrerebbe di si. Bruxelles avrebbe dato l’ok ai criteri stabiliti dall’AGCOM per la determinazione dei prezzi all’ingrosso delle adsl, con la conseguenza di un aumento delle tariffe.

Attualmente Telecom, proprietaria dell’infrastruttura di rete, propone le offerte ADSL sia al dettaglio, cioè  ai clienti finali, che all’ingrosso agli altri operatori. In questo contesto è l’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) a stabilire i prezzi all’ingrosso, prezzi che devono essere approvati dalla Commissione di Bruxelles.

agcom_autorità_garanzie_comunicazioni

Gli operatori possono decidere di usufruire di un sistema di unbundling o acquistare il bitstream. Nel primo caso il gestore telefonico affitta il doppino, cioè la coppia di fili di rame usata per la trasmissione delle comunicazioni telefoniche e dei dati, da Telecom. L’unbundling è però disponibile solo per il 50% della popolazione, perché richiede che l’operatore arrivi vicino alle case con la propria rete. L’alternativa per l’altra metà della popolazione è il bitstream, in questo caso il gestore telefonico oltre ad affittare il doppino utilizza anche l’infrastruttura di Telecom.

Il bitstream, poi si basa o su ATM o Ethernet. ATM è un protocollo di rete che racchiude i dati in pacchetti a lunghezza fissa. Ethernet è invece una famiglia di tecnologie molto più sviluppata che garantisce delle performance migliori offrendo servizi che ATM non può realizzare, come l’IPTV, ovvero la tv via internet. Inoltre Eth è anche meno costosa e può raggiungere aree non coperte da ATM garantendo così indubbi vantaggi.

Bruxelles, in linea con quanto emerge dai costi di tecnologia, ha confermato che Ethernet deve costare meno di ATM e che devono essere applicati degli incentivi affinché tutti gli operatoria siano su Eth. Telecom già usa la tecnologia Eth a differenza dei competitors che sono su ATM in attesa che AGCOM si pronunci sulla definizione della struttura dei prezzi.

AGCOM, tuttavia al momento di stabilire i prezzi. ha disposto che il costo all’ingrosso di Ethernet sia maggiore di quello di ATM. Questa situazione, come afferma anche sul suo blog Stefano Quintarelli, svela che i sistemi di rilevazione dei prezzi fissati dall’AGCOM “sono sbagliati o quantomeno faziosi”. L’intervento della commissione competente potrà sanare la situazione ed evitare complicazioni tra Autorità e operatori.

L’aumento pesa nelle tasche degli italiani: secondo le stime il canone unbundling dovrebbe rimanere invariato per tutto il 2010. L’aumento sarà previsto in 2 trance. Dagli 8,70 euro attuali si passerà nel 2011 a 9,14 euro e nel 2012 a 9,48 euro al mese. Tutto ciò, ovviamente si ripercuoterà sulle tariffe finali rivolte ai clienti finali.

In base alle stime sull’aumento del canone nel 2011, che sarà del 5%, le tariffe adsl + telefono semiflat passeranno dalla variabile compresa tra 29.90 e 34,00 euro a quella tra 31.40 e 35.70 euro. Le tariffe flat adsl-voce varieranno dall’intervallo di 37.90 e 44,00 euro a 39,8 e 46,20 euro.

Gli operatori alternativi a Telecom hanno mostrato disappunto per la decisione, evidenziando che gli aumenti avranno ripercussioni negative sia sul mercato che sui consumatori, garantendo a questi minor concorrenza e quindi minore innovazione.

AGCOM, secondo le accuse mosse dai concorrenti della Telecom, sembrerebbe non tener in considerazione l’importanza degli investimenti sulle nuove tecnologie, fondamentali per far si che l’Italia sia un paese all’avanguardia rispetto agli altri stati occidentali.

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