Mutui e tassi BCE: come cambiano le rate a Giugno 2023

La BCE ha aumentato i tassi d’interesse innescando una crescita delle rate dei mutui, in particolare quelli a tasso variabile. Che cosa cambia e tutte le novità di Giugno 2023 su SOStariffe.it.

In 30 secondi

La Banca centrale europea ritocca all’insù i tassi di interesse, per i mutui scattano gli aumenti. Che cosa succede a giugno 2023:
  1. Quali sono le conseguenze della decisione della BCE
  2. Una simulazione degli aumenti delle rate per i mutui per l’acquisto di una casa
  3. Che cosa fare per provare a limitare i danni e risparmiare
  4. Sono diminuiti i mutui attivati nei primi due mesi del 2023
Mutui e tassi BCE: come cambiano le rate a Giugno 2023

La BCE ha deciso di alzare i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale (0,25%), come ha spiegato la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde. Nell’arco di un anno, da luglio 2022, il costo del denaro è aumentato di 400 punti base, passando da zero al 4%. Il risultato? Le rate dei mutui sono aumentate, svuotando le tasche dei risparmiatori.

Sulla base di un calcolo effettuato dal quotidiano Sole 24 Ore se a giugno 2022 la rata di un mutuo da 140 mila euro, con scadenza di 25 anni per una casa del valore di 200 mila euro costava poco meno di 500 euro al mese, ora è salita a 750 euro. E le previsioni per il futuro immediato non sono rosee: con il nuovo aumento dei tassi previsto dalla BCE per luglio 2023, quella stessa rata potrebbe sfondare il “tetto” degli 800 euro al mese. 

Ma come trovare un mutuo vantaggioso in questo periodo di forti rincari? Un aiuto arriva dal comparatore per mutui di SOStariffe.it che mette a confronto le migliori proposte di giugno 2023.  

Tassi più alti, quanto aumenta la rata di un mutuo a Giugno 2023

IMPORTO DEL MUTUO E DURATA QUANTO AUMENTA LA RATA
Mutuo a tasso variabile da 160.000€ per 20 anni Rata più cara del 43% (+300€) rispetto a 18 mesi fa
Mutuo a tasso variabile da 160.000€ per 30 anni Rata più salata del 72% (+339€) a confronto di un anno e mezzo fa

L’Osservatorio di Mutuionline.it ha fotografato come questo nuovo rialzo dei tassi di 25 punti base deciso dalla BCE ricada sulle rate di un mutuo a tasso variabile. Rispetto a gennaio 2022 la rata di un mutuo variabile da 160.000 euro e della durata di 20 anni è già aumentata del 40,3% (da 694 euro a 974 euro) e con questo ulteriore rialzo varato dalla Banca centrale europea raggiungerà quota 995 euro, con un rincaro di 300 euro in più rispetto a un anno e mezzo fa (+43%). L’impatto è ancora più pesante per un mutuo di 30 anni: da gennaio 2022 la rata è cresciuta del 66,8% (da 472 euro a 787 euro), mentre con questo ulteriore aumento potrebbe superare gli 800 euro, con un incremento di 339 euro rispetto a un anno e mezzo fa (+72%).

Per Mutuionline.it, i tassi variabili sono ormai molto meno convenienti dei tassi fissi:

  • a maggio 2023, il tasso variabile medio delle richieste raggiungeva il 4,36%;
  • a maggio 2023, il fisso era stabile al 3,70. 

Inoltre, Mutuionline.it rileva come si siano dimezzate le richieste di tasso variabile rispetto al primo trimestre 2023 (7,6% contro 14,7%), mentre il fisso si conferma la scelta più sicura. Sale l’importo medio richiesto (131.156 euro), ma aumenta la tendenza dei mutuatari a versare maggiori anticipi (+13,6% di mutui con Loan to value sotto il 60% rispetto al 2022).

Di fronte a questo scenario, che cosa fare per limitare i danni? Una soluzione consigliata dagli esperti del settore è la seguente: per bloccare il valore della rata nei prossimi mesi, chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile potrebbe fare una surroga e passare a un tasso fisso o a un tasso misto, una scelta che potrebbe risultare conveniente. In tanti lo stanno già facendo.

Crollo dei mutui per acquistare casa nel 2023

MUTUI PER LA CASA IN DISCESA
1 A gennaio e febbraio 2023 accesi 47.070 mutui per comprar casa
2 Nei primi due mesi del 2022 erano stati 61.581
3 Nel primo bimestre 2023 sono in calo del 23,56%

Il rialzo continuo dei tassi d’interesse ha fatto crollare l’accensione dei mutui per l’acquisto della casa a gennaio e febbraio 2023. Il Consiglio nazionale del notariato, sulla base delle rilevazioni effettuate sui dati statistici notarili, ha osservato che i mutui per comprar casa sono calati del 23,56% nei primi due mesi di quest’anno, al confronto con lo stesso periodo del 2022: dai 61.581 nel primo bimestre dello scorso anno si è scesi ai 47.070 dei primi due mesi del 2023. Di conseguenza, anche il mercato delle compravendite ha registrato una diminuzione del 2,72% nel primo bimestre 2023. 

Sempre secondo il Consiglio nazionale dei notai, il mercato immobiliare vede addensarsi le nubi all’orizzonte, tanto che, alla fine del 2023, si prevede che le compravendite di case scenderanno del 10,1%. Già adesso i numeri non sono rosei, con gli scambi che sono discesa nelle grandi città: 

  • Napoli (-14,9%);
  • Firenze (-5,28%);
  • Milano (-3,74%); 
  • Roma (-2,09%). 

Secondo l’ANCE (l’Associazione nazionale costruttori edili), la corsa al rialzo dei tassi d’interesse penalizza il settore del mattone, il quale vede aumentare il costo del debito delle imprese e assiste alla riduzione della capacità d’acquisto delle famiglie e soprattutto dei giovani. “Non è un caso che gli ultimi dati danno in netto calo anche il mercato immobiliare”, dice la presidente dell’ANCE, Federica Brancaccio: “Bisogna dare a tutti il diritto a una casa. Da troppo tempo in Italia manca un piano per la casa“. 

Per la presidente dell’ANCE “per moltissime nuove famiglie e per i giovani abitare nei centri urbani, dove si concentrano servizi e maggiori opportunità di lavoro, è diventato quasi impossibile, tra mutui insostenibili e affitti introvabili, se non a peso d’oro“. Ecco perché “occorrono politiche abitative diversificate, flessibili, articolate sul territorio, con alloggi pensati per diverse categorie di utenze. Con un regime fiscale che agevoli le locazioni“, conclude Brancaccio.