Mike Cheiky: nel segno di una nuova energia

C’è un posto al mondo dove la figura di Leonardo da Vinci più che apparire immutata nel tempo in tutta la sua dotta genialità, appare quasi rinnovata, come se il mitico genio del Rinascimento potrebbe essere da un momento all’altro eguagliato in termini di genialità, passione e orginalità, imitato anche se vogliamo, appunto da qualche abitante della zona. Parliamo della Silicon Valley.

L'incredibile energia di Mr.Cheiky

“Geni” come Mike Cheiky da quelle parte ce ne sono tanti, o meglio è di moda non solo volerlo essere ma anche fare di tutto per farsi conoscere come tali. Cheiky non è sicuramente un personaggio qualunque, un personaggio che diciamo, passa inosservato, Cheiky è una di quelle note figure in Silicon Valley che ancora oggi con la sua Cool Planet ha un necessario bisogno di stupire e di rendere l’impossibile facile, quasi sciocco e superfluo.

Cheiky si laurea in fisica nel 1974 e con sua moglie Charity fonda Ohio Scientific, perla in quegli anni dell’ìndustria del computing. Ohio Scientific non a caso fu tra i pionieri dei microcomputer, con la serie di Challenger in particolar modo, ha costituito un piccolo avamposto dei piccoli computer che per i privati all’epoca venivano considerati “acquisti impossibili”.

Nel 1981 Mike non ancora sazio, decide che è giunta l’ora di fare le valigie e di sbarcare in California. Da quelle parti non tardano a conoscere il suo genio. Da non confonderlo con estro, capacità di comunicazione e visione d’impresa; tre qualità che forse rendono più esplicita e concreta la condizione leonardesca nella quale alcuni startupper della Silicon Valley vivono incontrastati in mezzo alle loro migliaia di intuizioni digitali.

Giunto in California Mike inizia ad interessarsi alle tecnologie green creando la Dreisbach ElectroMotive, una delle prime compagnie a occuparsi di auto elettriche. Nel ‘96 fonda invece la Zync Matrix Power, che produce batterie ricaricabili per dispositivi portatili, nel 2006 crea la Transonic Combustion, che ha in programma di incrementare l’efficienza del motore a scoppio.

La trasformazione green di quest’imprenditore multiforme non placa la sua voglia di stupire e dà vita al suo progetto più ambizioso: Cool Planet. L’azienda ha come obiettivo creare carburanti a carbonio negativo, dunque utilizzando le piante per estrarre dall’aria anidride carbonica e successivamente trasformarla in combustibile, cercando di risolvere due enormi problemi: la dipendenza dalle fonti energetiche fossili e i cambiamenti climatici da essi generati.

Durissime alcune critiche provenienti dagli ambienti accademici che hanno tacciato Cheiky di superficialità riguardo all’interpretazione delle tematiche che hanno ad oggetto le sue start-up, e soprattutto al suo modo bizzarro di gestirle, secondo i più maliziosi, anche senza scrupolo. Diversi ex collaboratori e opinionisti si sono scagliati sulla sua non professionalità in rapporto alla magnificenza degli obiettivi da lui stesso perseguiti. Insomma un pettegolezzo dietro l’altro in Silicon Valley sta intaccando l’immagine di un “Leonardo” qualunque a caccia della prossima rivoluzionaria sfida.

Sfida la prossima che potrebbe essere ancora più insidiosa, questa volta forse non ci sarà più l’aiuto di Google Ventures come è stato fatto con Cool Planet, sospetti e illazioni potrebbero quindi arrestare per sempre l’eclettismo di Cheiky. Ma del resto si sa, grazie alle tecnologie digitali, quando una start up affonda se ne può sempre creare un’altra ancora più in fretta di prima.

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