L’energia in pillole… di zucchero

Dopo le pile ad acqua e le batteria in legno, arriva un’altra eco-novità per alimentare piccoli dispositivi in nome della sostenibilità ambientale. Nel 2017 potrebbero debuttare le batterie allo zucchero: è quanto annunciato sulla rivista Nature Communications dal gruppo di ricerca coordinato da Percival Zhang, dell’Università della Virginia.

batterie allo zucchero come funzionano
batterie allo zucchero: più economiche, ricaricabili e biodegradabili

Questo tipo di batterie allo zucchero sono più economiche, ricaricabili e biodegradabili rispetto alle batterie convenzionali e, avendo una densità di energia superiore rispetto alle altre batterie analoghe di cui vi avevamo già parlato in passato, funzionano più a lungo prima di dover essere ricaricate.

La nuova pila dovrebbe essere sul mercato entro tre anni e potrebbe essere utilizzata per telefoni cellulari, tablet e per tutti quei dispositivi mobili che richiedono sempre più energia.

Secondo l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente, solo negli Stati Uniti ogni anno vengono gettate via miliardi di batterie tossiche e di difficile smaltimento e le conseguenze dannose per l’ambiente e la salute dell’uomo sono evidenti.

Le batterie allo zucchero potrebbero essere la risposta ad una sempre maggiore richiesta di energia senza compromettere il rispetto per l’ambiente? Gli sviluppatori di questa tecnologia ne sono certi perché non solo le batterie allo zucchero possiedono una maggiore densità di immagazzinamento di energia, ma sarebbero anche più sicure rispetto alle celle a combustibile a idrogeno o a metano che, a differenza della soluzione zuccherina, sono infiammabili ed esplosive.

La speranza che guida il team di ricerca di Percival Zhang è che entro pochi anni siano sul mercato smartphone e dispositivi tecnologici ad alta sostenibilità ambientale perché dotati di una batteria ricaricabile aggiungendo semplicemente dello zucchero, come si fa con l’inchiostro per le cartucce di stampa.

Redazione: Orizzontenergia.it

 

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