Le frequenze 800MHz della TV non sono banda larga

Repubblica è tra i più importanti e autorevoli quotidiani, soprattutto per quanto riguarda l’informazione tecnologica.

Tuttavia durante la lettura dell’articolo di Tiziano Toniutti sono emerse alcune considerazioni e precisazioni da fare. La Commissione europea vuole riservare al web le frequenze liberate dal digitale terrestre per la diffusione della banda larga senza fili e il superamento del digital divide. E’ giusto sostenere che le frequenze nella banda tra i 790-862 MHz, se liberate, potrebbero dare spazio a servizi di comunicazione elettronica.

E’ corretto dire che è un primo passo verso la garanzia dei diritti fondamentali di comunicazione digitale ed è giusto affermare che le frequenze possono aiutare a risolvere il digital divide ma arrivare ad affermare che le frequenze 800MHz possono essere considerate la banda larga wifi è impreciso. Anche se non è l’unico a sbagliare.

Innanzitutto è necessario precisare il termine wifi, il quale viaggia su frequenze libere di 2.4GHz non licenziate. Definirla letteralmente banda larga wifi è quindi scorretto.

Inoltre le frequenze Tv non sono banda larga e mai lo potranno essere: le onde a bassa frequenza trasportano molta meno banda delle onde ad alta frequenza ma hanno due vantaggi:

– il primo di essere ad ampio raggio, molto più lungo delle onde ad alta frequenza e quindi servono molti meno antenne

– il secondo di attraversare i muri e quindi di essere molto più raggiungibili

Calcolando che quindi la banda trasportata è relativamente molto poca e la popolazione servita è tantissima la banda disponibile per ogni utente finale è infinitesima e sicuramente non è banda larga. Infatti la copertura fornita dalle antenne ovviamente cresce quadraticamente all’aumentare del raggio coperto e quindi le persone coperte crescono in modo esponenziale.

Non a caso infatti l’umts e l’hspa viaggiano su frequenze alte e a corto raggio che permettono di portare tantissima banda. Ma come si può notare più la velocità è alta più la ricezione tra edifici e muri diminuisce perché le onde non riescono ad attraversare quei tipi di superfici.

Le frequenze di 800MHz nn potranno mai essere un sostituito o un aiuto “importante e considerevole” per la banda larga. Non si può vedere un video o ricevere in streaming un contenuto multimediale. Le frequenze in questione vanno bene per la mail, per la chat che sono comunque servizi di fondamentale importanza.

Non è quindi banda larga senza fili e non si può fornire servizi a banda larga: può essere comunque un passo importante per portare e garantire a tutti i cittadini servizi di base che consentono comunque di evitare spostamenti e risparmiare tempo con i processi digitali.

Grazie a Stefano Quintarelli per il prezioso aiuto e a breve ci sarà un grande approfondimento sul tema della banda larga e delle frequenze digitali.

è tra i più importanti e autorevoli quotidiani, soprattutto per quanto riguarda l’informazione tecnologica.

Tuttavia durante la lettura dell’articolo di Tiziano Toniutti sono emerse alcune considerazioni e precisazioni da fare. La Commissione europea vuole riservare al web le frequenze liberate dal digitale terrestre per la diffusione della banda larga senza fili e il superamento del digital divide. E’ giusto sostenere che le frequenze nella banda tra i 790-862 MHz, se liberate, potrebbero dare spazio a servizi di comunicazione elettronica.

E’ corretto dire che è un primo passo verso la garanzia dei diritti fondamentali di comunicazione digitale ed è giusto affermare che le frequenze possono aiutare a risolvere il digital divide ma arrivare ad affermare che le frequenze 800MHz possono essere considerate la banda larga wifi è impreciso. Anche se non è l’unico a sbagliare.

Innanzitutto è necessario precisare il termine wifi, il quale viaggia su frequenze libere di 2.4GHz non licenziate. Definirla letteralmente banda larga wifi è quindi scorretto.

Inoltre le frequenze Tv non sono banda larga e mai lo potranno essere: le onde a bassa frequenza trasportano molta meno banda delle onde ad alta frequenza ma hanno due vantaggi:

– il primo di essere ad ampio raggio, molto più lungo delle onde ad alta frequenza e quindi servono molti meno antenne

– il secondo di attraversare i muri e quindi di essere molto più raggiungibili

Calcolando che quindi la banda trasportata è relativamente molto poca e la popolazione servita è tantissima la banda disponibile per ogni utente finale è infinitesima e sicuramente non è banda larga. Infatti la copertura fornita dalle antenne ovviamente cresce quadraticamente all’aumentare del raggio coperto e quindi le persone coperte crescono in modo esponenziale.

Non a caso infatti l’umts e l’hspa viaggiano su frequenze alte e a corto raggio che permettono di portare tantissima banda. Ma come si può notare più la velocità è alta più la ricezione tra edifici e muri diminuisce perché le onde non riescono ad attraversare quei tipi di superfici.

Le frequenze di 800MHz nn potranno mai essere un sostituito o un aiuto “importante e considerevole” per la banda larga. Non si può vedere un video o ricevere in streaming un contenuto multimediale. Le frequenze in questione vanno bene per la mail, per la chat che sono comunque servizi di fondamentale importanza.

Non è quindi banda larga senza fili e non si può fornire servizi a banda larga: può essere comunque un passo importante per portare e garantire a tutti i cittadini servizi di base che consentono comunque di evitare spostamenti e risparmiare tempo con i processi digitali.

Grazie a Stefano Quintarelli per il prezioso aiuto e a breve ci sarà un grande approfondimento sul tema della banda larga e delle frequenze digitali.

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