La tabella di marcia di ITU verso il 5G e gli impegni di TIM

ITU (International Telecommunication Union), una delle agenzie specializzate delle Nazioni Unite, ha definito la tabella di marcia che nel 2020 condurrà al dispiegamento della tecnologia 5G. A Torino, TIM ha ospitato presso il Telecom Italia Lab un appuntamento internazionale cui hanno partecipato operatori di telecomunicazioni e specialisti del settore impegnati nello sviluppo dello standard della telefonia mobile di nuova generazione. 

Gli impegni di TIM e la tabella di marcia di ITU per il 5G
L’incontro di TIM a Torino e la roadmap fissata da ITU

Al 3G, definito in ambito ITU (International Telecommunication Union) con acronimo IMT-2000, dove IMT sta per International Mobile Telecommunication, è seguito il 4G LTE (Long Term Evolution), indicato sempre in ambito ITU con acronimo IMT-Advanced. A IMT-2000 e IMT-Advanced seguirà IMT-2020, vale a dire la tecnologia 5G.

La prima rete cellulare 3G è stata dispiegata in Corea del Sud nel 2000. Ecco il perché dell’acronimo IMT-2000. Le prime reti cellulari 5G dovrebbero debuttare a livello commerciale nel 2020. Ed ecco spiegato l’acronimo IMT-2020.

Confronta tariffe Internet Mobile

ITU sta portando avanti il processo di definizione dello standard 5G in stretta collaborazione con i governi e con l’industria di settore. Le prossime tappe della tabella di marcia che porterà al dispiegamento della tecnologia cellulare di quinta generazione prevedono la definizione dei requisiti e delle interfacce necessarie perché i sistemi radio supportino il 5G.

Definire requisiti e interfacce dei sistemi radio è fondamentale per introdurre negli anni a venire nuovi paradigmi nelle comunicazioni wireless a banda larga mobile e sostenere, per esempio, servizi video ad alta definizione, applicazioni in tempo reale a bassa latenza, e gli scenari prospettati nella cosiddetta Internet delle Cose (IoT, Internet of Things). 

Tra i nomi dell’industria di settore che stanno lavorando insieme a ITU per la definizione dello standard 5G c’è TIM, che ieri, lunedì 22 giugno 2015, presso gli spazi del TILab di Torino, il centro di ricerca e innovazione del gruppo Telecom Italia, ha riunito altri operatori e specialisti delle telecomunicazioni proprio per confrontarsi sulla tecnologia in oggetto.

L’appuntamento ha avuto l’obiettivo di far conoscere casi d’uso e nuove opportunità tecnologiche e di business che la tecnologia 5G introdurrà nel mercato a partire dal 2020, si legge in un comunicato stampa diffuso da TIM.

La tecnologia 5G, oltre che in grado di fornire servizi di Internet Mobile con velocità di connessione fino a 20 Gbps, permetterà di connettere un elevato numero di dispositivi per chilometro quadrato (fino a che a centinaia di migliaia) e veicolerà prestazioni di latenza dell’ordine del millisecondo, evidenzia TIM.

Il 5G porterà con sé cambiamenti radicali non soltanto in ambito di accesso radio, ma anche nelle architetture di rete, con l’introduzione dei paradigmi NFV (Network Functions Virtualisation) ed SDN (Software-Definied Networking), aggiunge TIM.

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Particolare attenzione è stata riservata alla Internet delle Cose: «dai sensori ultra leggeri e a bassissimo consumo inseriti all’interno del tessuto degli abiti per controllare la nostra salute (temperatura, pressione sanguigna, etc), ai sistemi automatici di controllo del traffico stradale e della guida assistita di veicoli, alla trasmissione real time di video ad altissima qualità».

Per Telecom Italia, all’incontro di Torino, hanno partecipato Roberto Opilio, direttore Operations, Gabriela Styf Sjoman, responsabile Engineering & TILab, e Sandro Dionisi, responsabile Global Advisor Services.

All’appuntamento di Torino hanno inoltre partecipato: Rachid El Attachi, responsabile Network Strategy di Deutsche Telekom; Jonas Näslund, responsabile Radio Strategy di Ericsson; Maziar Nekovee, 5G Europe Chief Researcher di Samsung; Arnaud Vanparys, responsabile Network Innovation di Orange; Artur Wachtel, 5G Global Strategy Supervisor di Huawei; Volker Ziegler, Chief Architect Technology and Innovation di Nokia.

Nota

Per approfondimenti su NFV ed SDN, si consiglia di leggere Le reti mobili e il concetto di Self-Organizing Networks e Le reti mobili e il paradigma Software-Defined Networking, due articoli pubblicati in seno alla rubrica #SosTech curata da SosTariffe.it per Key4biz.it.

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