La scatola nera come pericoloso “oracolo” Rc auto

È vero: la scatola nera può essere il futuro della Rc auto. È vero pure che le Assicurazioni offrono sconti in cambio della installazione della black box sulla macchina, perché rileva le dinamiche dei sinistri, e quindi rende difficile architettare truffe. Ma le sigle della Carta di Bologna mettono in guardia: in caso di incidente, la scatola nera decide se l’automobilista aveva torto o ragione. E se gli dà torto, l’automobilista non può difendersi. I rischi di un oracolo non contestabile.

Scatola nera, sconti sicuri?

Come contestare?

C’è il rischio, con la scatola nera, che questo strumento tecnico, le cui caratteristiche debbono ancora essere definite, abbia valenza “oracolare”, senza che sul punto possa svolgersi nessun controllo. Per le sigle della Carta di Bologna, potrebbe anche aggravarsi ogni processo civile dell’onere di costose consulenze tecniche.

Il danneggiato che agisce in giudizio è sempre e comunque tenuto a fornire la prova delle proprie allegazioni. I risultati della scatola nera, se contrastanti con le allegazioni di chi agisce in giudizio, sono un nemico invincibile. Come contestare la scatola nera? E se il dispositivo ha sbagliato? Se aveva un difetto?

Inoltre nel caso di eventi fraudolenti, verificatisi con modalità rese compatibili con le risultanze dello strumento tecnico, si impedirebbe alle Assicurazioni ogni difesa: se la scatola nera è bibbia, allora basta manometterla a dovere e si ottiene il rimborso.

La questione privacy

Per le sigle della Carta di Bologna, è sconcertante la leggerezza con cui si è inteso costituire un “Grande fratello” al quale dovranno affluire tutti i dati relativi alla circolazione di milioni di autoveicoli. Nessuno ha pensato alle conseguenze epocali della costituzione di una tale banca dati le cui regole di funzionamento non vengono stabilite dalla legge ma vengono demandate ad atti amministrativi e regolamenti, quindi senza alcun controllo di legalità da parte del Parlamento.

Quelle sigle ritengono che debba essere esclusiva competenza del Parlamento, e non certo dell’esecutivo o di qualche Autorità priva di responsabilità politica, valutare le conseguenze, in termini di garanzia dei diritti, della creazione di un simile sistema, specialmente alla luce della previsione che “è fatto divieto di rimuovere” il dispositivo parificandolo ai sistemi di controllo dei detenuti ammessi ai benefici.

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