La PEC c’è, ora manca solo un computer e internet

“La Posta Elettronica Certificata è un buon segnale per il paese, nella direzione di un cambiamento di passo, in quanto destinato ad accelerare l’evoluzione dei processi e delle procedure burocratiche verso una dimensione più snella, moderna ed efficiente” così descrive la Pec Stefano Pileri presidente di Confindustria Servizi Informativi e Tecnologici, invitando tutte le aziende a registrarsi quanto prima per ridurre i tempi che normalmente sono dedicati alla burocrazia, e in particolare alle relazioni intraprese con le pubbliche amministrazioni.

stefano_pileri_PEC

Inizialmente il sito internet www.postacertificata.gov.it per la registrazione alla casella di posta certificata è stato preso d’assalto da molti cittadini, sicuramente più di quelli attesi, il che ha causato l’intasamento nei processi di attivazione, anche il ministro Brunetta ha ammesso un errore di sottovalutazione circa le adesioni iniziali all’iniziativa, ma ha promesso che presto tutto il sistema sarà in grado di gestire almeno 40mila richieste al giorno.

In un interrogazione parlamentare riguardante l’utilità della PEC Brunetta ha affermato che “PostaCertificat@ garantisce valore legale alle comunicazioni via e-mail tra cittadini e Pubblica amministrazione e rappresenta un canale di comunicazione semplice, esclusivo, sicuro e gratuito tra cittadino e PA. Questo servizio consente infatti ai cittadini maggiorenni di inviare e ricevere in formato elettronico messaggi di testo e allegati, che hanno lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Si tratta di una svolta storica – rivoluzionaria ed eversiva dell’attuale organizzazione burocratica degli uffici – che ridurrà gradualmente il ricorso alla comunicazione cartacea, abbattendo costi e tempi delle procedure amministrative. Per dialogare con qualsiasi ufficio della PA il cittadino non dovrà infatti più produrre copie cartacee, recarsi di persona presso gli Uffici e perdere tempo in coda agli sportelli, sostenere i costi di invio di raccomandate con ricevuta di ritorno, correre il rischio che le pratiche vadano perse oppure sentirsi dire che l’Ufficio non ha mai ricevuto la documentazione!”.

Brunetta_per_la_PEC

Il ministro sul proprio blog ricorda anche che “nei prossimi mesi verranno resi disponibili altri servizi accessori a pagamento: la firma digitale tramite smart card; la notifica – via sms, telefono o posta cartacea – della presenza di messaggi nella casella di posta; l’agenda degli eventi, con l’indicazione delle principali scadenze d’interesse; il servizio di fascicolo elettronico personale del cittadino con dimensioni personalizzate”. Circa i numeri delle persone che hanno attivato la casella per la posta certificata Brunetta ha evidenziato che da lunedì scorso al 3 maggio sono stati circa 60mila i cittadini italiani ad aver concluso felicemente la registrazione, poco dopo un’altra analisi ha mostrato che il numero è ancora salito a circa di 100mila contatti tra iscritti e in attesa di attivazione.

L’introduzione di Posta Certificat@ ha già iniziato ad alleggerire, seppur con pochi servizi, alcuni processi burocratici rendendoli innanzitutto più veloci. Il sindaco di Roma Alemanno ha dichiarato che “con il sistema digitale, ed in particolare con la posta elettronica certificata, non si spreca carta e neanche benzina”, il Campidoglio sembra teso ad agevolare il dialogo tra cittadini e amministrazione attraverso la diffusione della PEC . Nella capitale infatti è già possibile, mediante posta elettronica certificata, demandare i certificati anagrafici con inoltro da parte della PA entro 24 ore, a breve sarà anche possibile rivolgersi all’Avvocatura comunale, iscrivere i bambini agli asili nidi e interagire con i servizi sociali.

alemanno_PEC

La formula base della PEC è gratuita ma sono previste limitazioni; una su tutte è rappresentata dall’impossibilità di inviare un numero maggiore di 10 messaggi per un massino di 30 MB ciascuno, in più le e mail non possono essere inoltrati ad un numero maggiore di 50 destinatari. La PEC non potrà essere utilizzata per la comunicazione tra cittadini  ma solo tra cittadino e PA.

Posta_certificata

Non pochi dubbi sono nati in merito alla prevista introduzioni di funzionalità a pagamento. I servizi “aggiuntivi” secondo Altroconsumo sono criticità del servizio, infatti la PEC nella sua forma gratuita di base non prevede la possibilità di utilizzare la firma digitale, ciò fa sorgere il dubbio che in assenza di firma la posta elettronica del cittadino non possa avere valore di raccomandata con ricevuta di ritorno. Ancora, tutti gli atti che costantemente si riceveranno dalle amministrazioni si intenderanno ricevuti una volta inviati al cittadino, occorrerà quindi tenere sempre sotto controllo la casella di posta evitando di risultare inadempienti alle scadenze. Nonostante le promesse del ministro inoltre, ad oggi l’iniziativa è ancora molto arretrata dato che il 60% delle amministrazioni locali e regionali non ha per il momento attivato le caselle.

Ci sono anche altre considerazioni circa la diffusione della Posta Certificat@. L’osservatorio della Commissione Trasporti della Camera ha evidenziato come in Italia il 50% delle famiglie non ha internet e che su tre appena una è raggiunta dalla banda larga.

Senza un azione tempestiva volta alla riduzione del Digital Divide, la PEC rimarrà uno strumento solo per alcune persone, e di queste persone per di più, non potranno fare parte gli stranieri, in quanto il decreto legge 29 novembre 2008, n.185 (art.16bis) e anche il D.P.C.M 6 maggio 2009 prevedono come destinatari del servizio i “cittadini” non i “residenti” escludendo quindi tutti coloro che non sono italiani; per quest’ultima annotazione Brunetta ha comunque promesso di intervenire quanto prima.

lettronica Certificata è un buon segnale per il paese, nella direzione di un cambiamento di passo, in quanto destinato ad accelerare l’evoluzione dei processi e delle procedure burocratiche verso una dimensione più snella, moderna ed efficiente” così descrive la Pec Stefano Pileri presidente di Confindustria Servizi Informativi e Tecnologici, invitando tutte le aziende a registrarsi quanto prima per ridurre i tempi che normalmente sono dedicati alla burocrazia, e in particolare alle relazioni intraprese con le pubbliche amministrazioni.

stefano_pileri_PEC

Inizialmente il sito internet www.postacertificata.gov.it per la registrazione alla casella di posta certificata è stato preso d’assalto da molti cittadini, sicuramente più di quelli attesi, il che ha causato l’intasamento nei processi di attivazione, anche il ministro Brunetta ha ammesso un errore di sottovalutazione circa le adesioni iniziali all’iniziativa, ma ha promesso che presto tutto il sistema sarà in grado di gestire almeno 40mila richieste al giorno.

In un interrogazione parlamentare riguardante l’utilità della PEC Brunetta ha affermato che “PostaCertificat@ garantisce valore legale alle comunicazioni via e-mail tra cittadini e Pubblica amministrazione e rappresenta un canale di comunicazione semplice, esclusivo, sicuro e gratuito tra cittadino e PA. Questo servizio consente infatti ai cittadini maggiorenni di inviare e ricevere in formato elettronico messaggi di testo e allegati, che hanno lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Si tratta di una svolta storica – rivoluzionaria ed eversiva dell’attuale organizzazione burocratica degli uffici – che ridurrà gradualmente il ricorso alla comunicazione cartacea, abbattendo costi e tempi delle procedure amministrative. Per dialogare con qualsiasi ufficio della PA il cittadino non dovrà infatti più produrre copie cartacee, recarsi di persona presso gli Uffici e perdere tempo in coda agli sportelli, sostenere i costi di invio di raccomandate con ricevuta di ritorno, correre il rischio che le pratiche vadano perse oppure sentirsi dire che l’Ufficio non ha mai ricevuto la documentazione!”.

Brunetta_per_la_PEC

Il ministro sul proprio blog ricorda anche che “nei prossimi mesi verranno resi disponibili altri servizi accessori a pagamento: la firma digitale tramite smart card; la notifica – via sms, telefono o posta cartacea – della presenza di messaggi nella casella di posta; l’agenda degli eventi, con l’indicazione delle principali scadenze d’interesse; il servizio di fascicolo elettronico personale del cittadino con dimensioni personalizzate”. Circa i numeri delle persone che hanno attivato la casella per la posta certificata Brunetta ha evidenziato che da lunedì scorso al 3 maggio sono stati circa 60mila i cittadini italiani ad aver concluso felicemente la registrazione, poco dopo un’altra analisi ha mostrato che il numero è ancora salito a circa di 100mila contatti tra iscritti e in attesa di attivazione.

L’introduzione di Posta Certificat@ ha già iniziato ad alleggerire, seppur con pochi servizi, alcuni processi burocratici rendendoli innanzitutto più veloci. Il sindaco di Roma Alemanno ha dichiarato che “con il sistema digitale, ed in particolare con la posta elettronica certificata, non si spreca carta e neanche benzina”, il Campidoglio sembra teso ad agevolare il dialogo tra cittadini e amministrazione attraverso la diffusione della PEC . Nella capitale infatti è già possibile, mediante posta elettronica certificata, demandare i certificati anagrafici con inoltro da parte della PA entro 24 ore, a breve sarà anche possibile rivolgersi all’Avvocatura comunale, iscrivere i bambini agli asili nidi e interagire con i servizi sociali.

alemanno_PEC

La formula base della PEC è gratuita ma sono previste limitazioni; una su tutte è rappresentata dall’impossibilità di inviare un numero maggiore di 10 messaggi per un massino di 30 MB ciascuno, in più le e mail non possono essere inoltrati ad un numero maggiore di 50 destinatari. La PEC non potrà essere utilizzata per la comunicazione tra cittadini  ma solo tra cittadino e PA.

Posta_certificata

Non pochi dubbi sono nati in merito alla prevista introduzioni di funzionalità a pagamento. I servizi “aggiuntivi” secondo Altroconsumo sono criticità del servizio, infatti la PEC nella sua forma gratuita di base non prevede la possibilità di utilizzare la firma digitale, ciò fa sorgere il dubbio che in assenza di firma la posta elettronica del cittadino non possa avere valore di raccomandata con ricevuta di ritorno. Ancora, tutti gli atti che costantemente si riceveranno dalle amministrazioni si intenderanno ricevuti una volta inviati al cittadino, occorrerà quindi tenere sempre sotto controllo la casella di posta evitando di risultare inadempienti alle scadenze. Nonostante le promesse del ministro inoltre, ad oggi l’iniziativa è ancora molto arretrata dato che il 60% delle amministrazioni locali e regionali non ha per il momento attivato le caselle.

Ci sono anche altre considerazioni circa la diffusione della Posta Certificat@. L’osservatorio della Commissione Trasporti della Camera ha evidenziato come in Italia il 50% delle famiglie non ha internet e che su tre appena una è raggiunta dalla banda larga.

Senza un azione tempestiva volta alla riduzione del Digital Divide, la PEC rimarrà uno strumento solo per alcune persone, e di queste persone per di più, non potranno fare parte gli stranieri, in quanto il decreto legge 29 novembre 2008, n.185 (art.16bis) e anche il D.P.C.M 6 maggio 2009 prevedono come destinatari del servizio i “cittadini” non i “residenti” escludendo quindi tutti coloro che non sono italiani; per quest’ultima annotazione Brunetta ha comunque promesso di intervenire quanto prima.

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