Jelly: “cos’è questo?”

Quante domande vi vengono in mente durante il giorno? A quante domande sapete dare una risposta? Ad alcune, ma non a tutte, questo è poco ma sicuro. Per fortuna c’è Jelly, la nuova creatura di Biz Stone, Co-founder di Twitter che ha appena annunciato il rilascio di una di quelle applicazioni mobile che promettono di diventare assolute protagoniste del 2014.

Jelly: nuove tentacolari domande per un futuro dalle risposte sempre più digitali

Jelly è una app “sotto forma di social media”, un network dove gli utenti coloreranno i propri profili a colpi di domande e risposte. Totalmente ‘incastonata’ in Facebook e in Twitter con la tipica operazione del social login, Jelly è la nuova idea di una delle menti più brillanti della Silicon Valley. Biz Stone e soci infatti pare proprio che abbiano tirato fuori una novità degna di nota in mezzo a tutto il fermento digitale degli ultimi mesi.

Il fondatore di Jelly ha infatti dichiarato come uno dei maggiori obiettivi nella produzione dell’app sia sempre stato fin dall’inizio quello di costruire un qualcosa che potesse aiutare veramente le persone, quindi un accessorio virtuale capace di fornire un supporto di conoscenza in più a tutti coloro che ne avessero bisogno.

Disponibile per Android e per iOS, quindi usufruibile anche da possessori di iPhone, Jelly è un’applicazione che sfrutta il nostro account Facebook o Twitter e ci consente di individuare ciò che desideriamo, per mezzo delle risposte fornite dai nostri contatti. La particolarità di Jelly è che di fatto non si possono scrivere domande di testo, bensì soltanto porre domande accompagnate da un’immagine.

La domanda di base dovrà per forza di cose essere “Cos’è questo?”, prendendo spunto da foto presenti non solo su Facebook e Twitter, ma anche catturate attraverso Google Image Search oppure da altre fonti. In realtà soltanto dopo aver selezionato la foto o l’immagine, può in seguito essere aggiunto il testo relativo.

Sorge spontaneo domandarsi invece se in un mercato prossimo alla saturazione come quello dei social network sia davvero utile un’applicazione come Jelly che di fondo ricalca comunque le stesse modalità di Ask o Quora. Si sa solo che piace ai Vip entrepreneur, quello sì, e si suppone che possa far parlare molto di sé in futuro, difatti Mark Zuckerberg non ha esitato a porre la prima domanda ai suoi amici grazie a Jelly, fotografando un insetto in bagno, chiedendo se doveva lasciarlo vivere…

Jelly è una “medusa” digitale con lo scopo di diventare il collante di alcuni nostri quesiti, almeno così è ciò che spera il suo ‘nobile’ fondatore, l’applicazione tuttora però presenta purtroppo alcuni bug e qualche piccolo crash che non la rendono utilizzabile al massimo delle sue potenzialità.

Confronta offerte internet mobile

Commenti Facebook: