Internet più sicuro: crescono le competenze degli utenti

Sia che si tratti di navigazione ADSLda casa, che si tratti di internet mobile con tablet & co., una recente ricerca condotta da Google e dall’Università di Berkeley, in California, dimostrerebbe come gli utenti del web si stiano rivelando molto più attenti e cauti sul fronte della sicurezza e dei principali pericoli che si deve fronteggiare quando si naviga in pagine ritenute “a rischio”.

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I dati raccolti nel corso degli ultimi due mesi hanno infatti l’obiettivo di comprendere in che modo gli utenti reagiscano dinanzi agli avvisi di sicurezza che alcuni dei più utilizzati browser mostrano durante la navigazione. Tecnicamente, l’analisi è stata effettuata monitorando la percentuale di clickthrough, cioè la percentuale di coloro che effettuano dei clic utili per bypassare i pop-up che segnalano eventuali pericoli di sicurezza nell’accesso a specifiche pagine.

Quando gli avvisi di pericolo compaiono sullo schermo, l’utente ha infatti la possibilità di chiudere la scheda e proseguire la navigazione in altro sito, o “assumersi la responsabilità” di proseguire la navigazione nello stesso sito, andando incontro a malware, phishing e certificati SSL fasulli.

Ebbene, secondo le osservazioni della ricerca, il clickthough rate sarebbe stato pari al 7,2 per cento per Firefox e al 23,2 per cento Chrome. Per gli avvisi di phishing le percentuali sono invece del 9,1 per cento per Firefox e del 18 per cento per Chrome. Infine, per gli avvisi di certificati SSL fasulli, le percentuali sono del 30 per cento e del 70,2 per cento.

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