Un giorno ci scambieremo kWh: Innovatec pensa al facebook dell’energia

Innovatec, società italiana specializzata nello sviluppo tecnologico, con prodotti e servizi per la smart city rivolti sia ai cittadini che alle piccole aziende, decide che l‘energia rinnovabile è da condividere e lancia un’app innovativa

Vi immaginate cittadini che mettono in Rete i propri pannelli e si scambiano chilowattora?

Con i social network si condivide tutto, quasi anche la mamma. C’è chi pensa al benessere del paese e sperimenta nuove possibilità con i gli strumenti della condivisione. Così Innovatec lancia un’idea innovativa: Progetto Smart.

Progetto Smart riguarda la generazione distribuita dell’energia da fonti rinnovabili: chi produce più energia di quanta ne consumi può condividerla con la comunità e viceversa, in una sorta di network P2P dell’energia. Infatti con le fonti rinnovabili ognuno può produrre energia ed è possibile che ci siano degli accumuli di energia non utilizzata e così la produzione di ognuno sarebbe messa al servizio di tutti.

Il sistema Smart di Innovatec ha una interfaccia domestica che permette di monitorare costantemente la produzione, lo storage e la distribuzione di energia. Soltanto così, infatti, la complessa architettura di telecontrollo e gestione domotica può funzionare.

A che punto è il progetto?

La Innovatec ha implementato l’architettura sia dal punto di vista del web che da quello hardware. Davide Scarantino, amministratore della società, precisa il livello raggiunto, che mette in campo sistemi operativi proprietari, crittografia, token.

Una sorta di Facebook dell’energia:  Pietro Colucci, presidente e AD del gruppo Sostenya, di cui Innovatec fa parte, ne sarebbe ben lieto, visto che sua intenzione è dar vita a un nuovo paradigma delle rinnovabili.  Colucci spiega come in Italia non ci sia la possibilità di scambiarsi nemmeno un kWh ma come questo sia possibile: “in Italia, in questo momento, stiamo vivendo un vuoto legislativo che non aiuta aziende come la nostra, che infatti esporta la propria tecnologia e sta lavorando molto con l’estero. I motivi sono tanti, ne cito uno: sulla carta non è possibile scambiare energia con più di un solo altro utente. La rete di prosumer che dalle loro smart home creano smart grid è tecnicamente non considerata. Però è possibile.

La soluzione di Progetto Smart smetisce che le centrali termiche siano davvero l’unica riserva di energia potenziale anche nei picchi del bisogno e quindi rende evidente come sostenere finanziariamente le loro perdite sia una scusa tutta politica che frena l’innovazione, vedi il caso Sorgenia.

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