Il 2015 sarà l’anno dei finanziamenti a leva

E’ previsto nel corso di quest’anno un incremento del ricorso ad operazioni di finanziamenti a leva. A dirlo è il giornale di informazione finanziaria MF – Milano Finanza, che anticipa un sondaggio pubblicato dallo studio legale internazionale DLA Piper in collaborazione con The Lawyer Research Service in tema di “acquisition finance debt”.

Ovidio: “Servono tempi più brevi nelle escussione delle garanzie reali"
Richiedi un preventivo per il tuo prestito

Il sondaggio è stato realizzato tra 300 manager europei che operano nel settore del debito ed è risultato che il 60% degli italiani intervistati pensa che ci sarà un incremento per quest’anno, rispetto al 2014, dell’attività di credito a leva a supporto di operazioni di finanza straordinaria e di LBO.

Sono soprattutto gli spagnoli a crederci, con il 77% degli intervistati iberici che ha manifestato un’aspettativa positiva, seguiti quindi dagli italiani, mentre al terzo posto si collocano i francesi (col 55%), i britannici (54%) e i tedeschi (44%).

Nel nostro Paese, l’anno scorso, se si considerano le mere operazioni di prestiti a leva e di prestiti al servizio di Lbo, è stato registrato un grande calo dell’attività. Le operazioni di prestiti a leva sono state solo 4, per il valore di 456 milioni di euro nel primo caso, mentre quelle di prestiti al servizio LBO sono state 7, per il valore di 790 milioni.

Le aspettative positive sono rafforzate anche dal potenziale ingresso nel mercato di nuovi operatori, in virtù del decreto legge 91 del 2014 (convertito in legge lo scorso agosto) e del decreto Investment Compact. A causa dei bassi rendimenti di mercato, inoltre, molti soggetti si stanno orientando verso investimenti più remunerativi, come i finanziamenti unitranche, i bond di società di non quotate collocati in private placement, minibond o fondi di “private debt”.

Scopri le migliori offerte di prestito!

Mario D’Ovidio, partner di DLA Piper, ha dichiarato a MF-Milano Finanza:
“Quello che è stato fatto a livello normativo negli ultimi tempi in Italia è qualcosa di epocale, una cambiamento di una portata che non si era mai vista prima. Ora dobbiamo aspettare la legge di conversione dell’Investment Compact e, per alcune norme del decreto, la normativa secondaria di dettaglio. Ma il punto è che grazie a queste ultime norme il mercato del credito diretto si è aperto anche in Italia, a tutto vantaggio delle imprese e in maniera complementare al settore bancario”.

Ovidio esprime inoltre l’importanza di chiarire alcuni aspetti normativi, in particolare sull’applicabilità dell’imposta sostitutiva dello 0,25%. “Ci sono alcuni punti che andrebbero chiariti meglio – ha affermato – per esempio, a fronte di varie norme recenti che hanno aiutato a chiarire la portata e l’ambito di applicazione dell’imposta sostitutiva, pochi giorni fa la Corte di Cassazione ha emanato una sentenza a proposito di un’operazione di leveraged buyout che ha riaperto nuovi dubbi stabilendo che, nel caso di mero rifinanziamento di un finanziamento a breve già in essere, non può essere applicata l’imposta sostitutiva dello 0,25%. Sarebbe pertanto utile chiarire meglio normativamente le condizioni di applicabilità di tale imposta al caso specifico dei rifinanziamenti, che costituiscono una tipologia di operazione molto frequente nell’attuale contesto di mercato”.

Ovidio sottolinea, infine, come i tempi di recupero dei crediti nei casi di aziende in default costituiscano un fattore decisivo nell’attrarre investitori esteri. “Tempi più brevi nelle escussione delle garanzie reali – ha concluso – rappresenterebbero già un motivo in più per gli investitori esteri per avvicinarsi più velocemente al mercato italiano”.
Ottieni subito un finanziamento!

Commenti Facebook: