iAd: così Apple rivoluziona la pubblicità

iAd è la magia di Steve Jobs per conquistare la fetta pubblicitaria mobile, nella battaglia con Google. iAd è la nuova piattaforma pubblicitaria di casa Apple in grado di integrarsi con applicazioni che ne forniranno il consenso.

La rivoluzione c’è ed è tremendamente disarmante quanto semplice ed efficace: gli utenti visualizzano la pubblicità nelle applicazioni “on top” (ossia attraverso un sistema di pubblicità che va sopra all’applicazione come se fosse un iframe) e non dovranno uscire da esse grazie ad un sistema sarà totalmente integrato. Così facendo non si perde tempo e soprattutto non si perdono i dati dell’applicazione che rimarrà aperta senza subire modifiche.

I ricavi per gli sviluppatori sono pari al 60% degli introiti mentre Apple incasserà il 40% a fonte del sistema di racconta pubblicitaria offerta agli inserzionisti.

apple-iad

Apple va quindi a replicare Google Adsense o meglio ancora Admob anche se la pubblicità iAd sarà in formato video causando forse un eccessivo consumo del traffico dati che potrebbe disincentivare gli utenti a visualizzare la pubblicità.

La pubblicità suidispositivi mobili è un mercato ancora in fase di avvio e la sfida tra Apple e Google è appena cominciata: basta solo ricordare l’acquisizione nel 2009 di Admob per 750 milioni di dollari, battendo Apple per un soffio che ripiegò acquisendo il network pubblicitaria Quattro Wireless, al prezzo di 300 milioni.

è la magia di Steve Jobs per conquistare la fetta pubblicitaria mobile, nella battaglia con Google. iAd è la nuova piattaforma pubblicitaria di casa Apple in grado di integrarsi con applicazioni che ne forniranno il consenso.

La rivoluzione c’è ed è tremendamente disarmante quanto semplice ed efficace: gli utenti visualizzano la pubblicità nelle applicazioni “on top” (ossia attraverso un sistema di pubblicità che va sopra all’applicazione come se fosse un iframe) e non dovranno uscire da esse grazie ad un sistema sarà totalmente integrato. Così facendo non si perde tempo e soprattutto non si perdono i dati dell’applicazione che rimarrà aperta senza subire modifiche.

I ricavi per gli sviluppatori sono pari al 60% degli introiti mentre Apple incasserà il 40% a fonte del sistema di racconta pubblicitaria offerta agli inserzionisti.

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Apple va quindi a replicare Google Adsense o meglio ancora Admob anche se la pubblicità iAd sarà in formato video causando forse un eccessivo consumo del traffico dati che potrebbe disincentivare gli utenti a visualizzare la pubblicità.

La pubblicità suidispositivi mobili è un mercato ancora in fase di avvio e la sfida tra Apple e Google è appena cominciata: basta solo ricordare l’acquisizione nel 2009 di Admob per 750 milioni di dollari, battendo Apple per un soffio che ripiegò acquisendo il network pubblicitaria Quattro Wireless, al prezzo di 300 milioni.

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