IAB: Pubblicità online in crescita nel 2010

Il settore della pubblicità online tornerà a salire nel 2010 con una crescita media prevista del 6,5% in Europa.

Tutto ciò emerge da uno studio condotto da Iab Europe, associazione che riunisce i principali operatori del mercato della comunicazione digitale e interattiva, in cui è prevista una crescita per il nostro Paese di addirittura il +10,5%, mentre la performance europea si attesterà solo su un +2,4%.

La crescita avvenuta tra il 2007 e il 2008, di circa il 20%, ha già segnato un netto miglioramento delle performance dell’advertising online; c’è, però, da segnalare come in alcuni dei mercati più maturi colpiti dalla recessione, come Regno Unito, Norvegia e Svezia, la crescita dei primi mesi del 2009 ha subito un rallentamento degno di nota mentre i mercati meno sviluppati hanno segnato tassi di crescita esorbitanti.

Un altro dato interessante che emerge da questo studio è la preferenza di inserzionisti e “planner”, nel breve termine, verso format già consolidati (banner tradizionali e display video) piuttosto che verso i nuovi formati come il mobile advertising e gli in-game. Fonte ANSA

settore della pubblicità online tornerà a salire nel 2010 con una crescita media prevista del 6,5% in Europa.

Tutto ciò emerge da uno studio condotto da Iab Europe, associazione che riunisce i principali operatori del mercato della comunicazione digitale e interattiva, in cui è prevista una crescita per il nostro Paese di addirittura il +10,5%, mentre la performance europea si attesterà solo su un +2,4%.

La crescita avvenuta tra il 2007 e il 2008, di circa il 20%, ha già segnato un netto miglioramento delle performance dell’advertising online; c’è, però, da segnalare come in alcuni dei mercati più maturi colpiti dalla recessione, come Regno Unito, Norvegia e Svezia, la crescita dei primi mesi del 2009 ha subito un rallentamento degno di nota mentre i mercati meno sviluppati hanno segnato tassi di crescita esorbitanti.

Un altro dato interessante che emerge da questo studio è la preferenza di inserzionisti e “planner”, nel breve termine, verso format già consolidati (banner tradizionali e display video) piuttosto che verso i nuovi formati come il mobile advertising e gli in-game. Fonte ANSA

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