Geolocalizzazione, il nostro smartphone ci segnala una volta ogni tre minuti!

Secondo quanto afferma un recente studio condotto da un team di ricercatori della Carnegie Mellon University, negli Stati Uniti, il nostro smartphone utilizzerebbe le applicazioni installate in esso per segnalare la nostra localizzazione una volta ogni tre minuti circa.

Smartphone più "spioni" di quanto pensiate!
Smartphone più "spioni" di quanto pensiate!

Insomma, se pur ben sapevamo di essere continuamente tracciati, la ricerca sottolinea come la geolocalizzazione – per molti versi, utilissima – può nascondere qualche insidia nei confronti di quegli utilizzatori di smartphone che preferirebbero vivere con maggiore discrezione la propria giornata.

In particolare, il team universitario americano ha provveduto a installare App Ops per Android sugli smartphone di un campione di 23 volontari, monitorati per qualche settimana nel loro utilizzo. L’app è in grado di segnalare l’accesso ai dati personali compiuta da ogni applicazione, ed è stata utile per poter valutare il numero di volte in cui le informazioni di localizzazione sono state condivise attraverso Internet mobile (e, invero, anche quando non necessario).

I risultati sono particolarmente sorprendenti. Secondo quanto afferma lo studio della Carnegie Mellon University, ad esempio, l’app di Groupon avrebbe segnalato la geolocalizzazione dell’utente più di 1.000 volte nell’arco di una sola settimana, mentre utilizzando Facebook, Go Launcher Ex e altre sette applicazioni il numero di condivisioni della propria posizione è salito a oltre 5.000 unità.

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L’analisi ha naturalmente destato molto scalpore, e non solo tra i ricercatori. Chi ha già avuto modo di analizzare lo studio e di formulare qualche prima interpretazione a riguardo, sottolinea come siano scarsamente trasparenti le informazioni erogate in tal senso dai proprietari delle applicazioni prese in esame, tanto che la maggior parte delle persone che utilizza uno smartphone con queste app installate non sa di essere “tracciato” in background in maniera quasi continua.

Di fatti, assume ulteriore valenza la seconda parte del test, svoltasi con la consapevolezza di essere continuamente geolocalizzati. In questo caso, i volontari si sono mostrati notevolmente più attenti sull’uso del proprio smartphone, negando ben 272 richieste di autorizzazione alla condivisione dei dati da parte di 76 diverse applicazioni.

Lo scopo della ricerca, in fondo, era proprio questo: rendere gli utilizzatori di smartphone consapevoli dei rischi che possono essere corsi nel condividere con troppa leggerezza le proprie informazioni personali…

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