Flat tax: svolta o specchietto per allodole?

In piena campagna elettorale, in vista delle elezioni politiche di marzo, uno dei temi più chiacchierati è, senza dubbio, quello della Flat tax, un nuovo regime fiscale proposto dalla coalizione di centro destra che mira ad introdurre un’unica aliquota fiscale per famiglie ed imprese andando, nello stesso tempo, ad ampliare la No Tax area. Ecco tutti i dettagli sulla Flat tax. 

Il dibattito politico di questi giorni riporta in prima pagina il tema della Flat tax

La campagna elettorale, in questi ultimi giorni, si è spostata su di una tematica molto importante, ovvero le possibili modifiche da apportare al sistema fiscale italiano. Il programma elettorale della coalizione di centro destra comprende l’introduzione della Flat tax, un regime fiscale con una sola aliquota fissata al 23% a cui si affiancherebbe un’espansione della No Tax area, oggi fissata a 8 mila Euro, che verrebbe portata sino a 12 mila Euro.

Per controbilanciare il costo della Flat tax per le casse dello Stato (stimato in 50 miliardi di Euro ma un dato preciso non è disponibile) verrebbe razionalizzata tutta la gamma di agevolazioni fiscali (deduzioni e detrazioni) che costano allo Stato più di 150 miliardi di Euro di mancato gettito. Resterebbero le detrazioni principali come quelle sui figli e sul mutuo della prima casa.

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La Flat tax è un sistema fiscale proporzionale e non progressivo che viene adottato in più di 20 Paesi al mondo ed è particolarmente utilizzato nell’est Europa ed, in particolare, tra i Paesi dell’ex Unione Sovietica. La Russia è uno dei principali Stati in cui viene adottata, dal 2001, la Flat tax. Anche in alcuni Stati degli USA, nonostante la presenza di un regime fiscale progressivo per le tasse federali, è presente un’unica aliquota per le persone. Non esiste un unico sistema di Flat tax ma ogni economia che ha adottato questa struttura ha, di fatto, plasmato le caratteristiche fiscali adattandole alla realtà del proprio Paese.

Flat tax: pro e contro

L’argomento legato alla Flat tax è molto dibattuto in queste ore anche perché, ad oggi, le coperture finanziarie per l’introduzione di questo regime fiscale in Italia sono ancora poco chiare.  E’ importante sottolineare, inoltre, che la Costituzione specifica, nell’articolo numero 53, che “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

I sostenitori della Flat tax (non solo in questa campagna elettorale italiana) sottolineano gli effetti benefici di tale provvedimento sull’evasione fiscale e sulla possibilità di incrementare investimenti e lavoro contribuendo alla crescita del Pil nazionale. Il problema delle coperture finanziarie resta un fattore importante e, soprattutto in assenza di dati certi, uno dei principali contro in merito all’adozione di questo sistema fiscale che, di fatto, rappresenta una radicale modifica della struttura attuale.

C’è da sottolineare, inoltre, come negli ultimi anni studi portati avanti da diverse istituzioni internazionali, come il Fmi, la Bce e l’Ocse, non hanno messo in evidenza alcun legame tra la possibile introduzione della Flat tax e la possibilità di stimolare la crescita economica favorendo la riduzione dell’evasione fiscale.  Di certo, invece, l’introduzione di una sola aliquota e l’eliminazione di molte tipologie di detrazione e deduzione permetterebbe la creazione di un sistema fiscale più semplice ed immediato.

E’ chiaro che un sistema di Flat tax non può essere giudicato appieno fino a che non si conosceranno tutte le caratteristiche, le coperture e le soluzioni. Staremo a vedere se, nel corso delle prossime settimane, il dibattito politico porterà nuove proposte su possibili riforme fiscali per l’Italia.

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