Fisco italiano, CGIA: lavoriamo 5 mesi solo per pagare tutte le tasse

Lo sanno tutti che il fisco italiano è pesante. Ma le cifre a volte spaventano: secondo la CGIA, ad esempio, per pagare tutte le tasse nel 2015 un lavoratore con reddito sotto i 24 mila euro ha dovuto lavorare dal 1° gennaio al 13 maggio. Peggio ancora chi ha un reddito sopra quella soglia, che dovrà aspettare fino al 23 giugno per un “tax free day”, o le aziende, che lavoreranno per il fisco fino al 14 agosto.

peso del fisco italiano
Le aziende lavoreranno per il fisco fino al 14 agosto

L’analisi dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre considera il reddito disponibile di un operaio tipo, con moglie e figlio a carico e uno stipendio mensile netto, che grazie al bonus 80 euro tocca i 1.631 euro. La CGIA poi ha calcolato l’ammontare delle tasse, imposte e contributi che gravano sul reddito e sui consumi che un contribuente tipo versa ogni anno (9.627 euro); quest’importo è stato suddiviso per il guadagno netto giornaliero, ottenuto dividendo il reddito disponibile per i 365 giorni dell’anno.

Il risultato è che quest’anno un operaio tipo dovrà lavorare fino al 13 maggio per pagare tutte le tasse. Rispetto al 2014, lavorerà un giorno in meno, grazie al bonus 80 euro che ha avuto effetti a partire da gennaio, e quindi ha portato un guadagno annuo extra di 320 euro. Si risparmia un pochino quest’anno anche grazie alle leggerissima riduzione delle accise sui carburanti (0,24 cent/litro, o 0,29 senza IVA).
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IMU, TASI e IRPEF: nuovi aumenti?

Attenzione però, perché secondo la CGIA i numeri potrebbero cambiare quando si avranno informazioni oggettive sulla tassazione locale (addizionale IRPEF, IMU e TASI), perché per questa simulazione l’Ufficio Studi ha usato le stesse aliquote del 2014 mentre quest’anno in alcuni Comuni potrebbero aumentare: vedasi Tasse comunali 2015, Fisco, IMU e TASI in aumento nel 2015 e IRPEF 2015: aumenti solo in alcune Regioni.

Poi ci sono anche le clausole di salvaguardia, soprattutto quelle previste dalla Legge Stabilità 2015, che potrebbero cambiare le stime. Se la Commissione Europea non approva le nuove misure riguardante la fatturazione alla Pubblica Amministrazione (split payment) e alla grande distribuzione (estensione del reverse charge), serviranno altri 1,7 miliardi di euro allo Stato, e per reperirli è previsto l’aumento delle accise sui carburanti.

Le aziende lavoreranno per il fisco fino al 14 agosto

Le aziende italiane cominceranno a guadagnare soldi a partire da Ferragosto, secondo i risultati di un’analisi dell’Osservatorio della Confederazione nazionale dell’artigianato e della Piccola e Media impresa (CNA). Si tratta, però di un anticipo di 6 giorni rispetto al 2014, grazie al taglio dell’IRAP. Una diminuzione che poteva essere più sostanziosa, “se – spiega la CNA – non fosse stato dimezzato dal maggior prelievo dell’Irpef e dei contributi previdenziali degli imprenditori”. Ricordiamo che il taglio dell’IRAP si è trasformato in reddito d’impresa e quindi è soggetto all’IRPEF.

Infine, i lavoratori con redditi superiori ai 24 mila euro, che quindi non beneficiano dello sconto sull’IRPEF – ovvero il bonus 80 euro – dovranno lavorare fino al 23 giugno per pagare tutte le tasse.

Si tratta comunque di una media a livello nazionale, osserva la Cna. Se l’impresa si trova a Cuneo, ad esempio, smetterà di “lavorare per il fisco” fino al 18 luglio. A Reggio Calabria, Bologna e Roma, dove il peso del fisco è maggiore, il tax free day è posticipato rispettivamente al 29, al 22 e al 18 settembre.

Risparmiare sulle utenze domestiche

Le tasse vanno pagate, ma sulle utenze domestiche si può intervenire: è possibile risparmiare sulle bollette cambiando fornitore dei servizi. Ad esempio, con molte offerte energia elettrica e gas è possibile tagliare le spese annue di circa 300 euro all’anno (per una famiglia numerosa).

Con una tariffa ADSL e telefono si evita di pagare il Canone Telecom, e si può disporre di entrambi i servizi a partire da 20 euro/mese. Un conto online consente di azzerare i costi fissi di tenuta, soprattutto se si sceglie una banca con cui non si paga l’imposta di bollo.

Per maggiori informazioni, invitiamo al lettore a servirsi dei nostri comparatori gratuiti ed indipendenti per la luce, il gas, l’ADSL, la telefonia, i conti correnti, etc.

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