Energia solare dalla sabbia, ecco come si può

Arriva da Buccino, in provincia di Salerno, un nuovo ritrovato nelle energie pulite e rinnovabili: utilizzare la sabbia per accumulare calore e, pertanto, generare energia solare con elevati margini di efficienza, e ampie capacità produttive.

Entra in funzione il progetto Ivanpah, tra California e Nevada
Entra in funzione il progetto Ivanpah, tra California e Nevada

Intuizione del gruppo Magaldi e di tre istituti del Cnr, il progetto (denominato Stem, acronimo di Solare termoelettrico Magaldi, e altresì l’equivalente inglese di “cellula staminale”) ha già superato la fase di prova, con più di 2.000 ore di funzionamento e una capacità di produzione tra i 100 e i 150 kilowatt.

Il funzionamento è “teoricamente” piuttosto semplice: Stem adotta infatti la già usata tecnologia a torre, dove gli specchi sono montati su telai che seguono il percorso del sole durante l’arco della giornata per incrementare l’esposizione complessiva diurna. La torre garantisce in tal modo un’elevata concentrazione di radiazioni, “ricevute” dalla sabbia, elemento ideale per conservare elevate temperature.

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Un meccanismo che, secondo i suoi ideatori, è in grado di assorbire in modo efficiente l’energia solare, accumulandola e immagazzinandola anche per più di 5 ore o, in alternativa, trasferendo l’energia a un generatore di vapore che la trasforma in energia elettrica.

Sul perché la sabbia sia un ricevitore di radiazioni ideale, la direzione del progetto non sembra avere dubbi. Si tratterebbe infatti di un solido eccellente per incamerare energia termica, senza perdere mai le sue caratteristiche, senza inquinare e senza problemi di cicli di vita.

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