Ecco come entrare nel Deep Web

Il Deep Web, intorno al quale girano una quantità impressionante di racconti, miti e leggende metropolitane, è una parte consistente della Rete fatta di network privati e criptati, i cui siti che non possono essere trovati né raggiunti con un browser normale e una semplice ricerca su Google. Si tratta però di un posto pericoloso, dove le attività illecite si sprecano e così anche i rischi per chi lo visita senza precauzioni.

Rischi e pericoli del navigare la "materia oscura" di Internet

Che cos’è il Deep Web

Come ogni città che si rispetti, anche Internet ha i suoi quartieri malfamati, quello dove è meglio non gironzolare con l’aria da sprovveduti – o non gironzolare per niente. Il Deep Web è, in parole povere, tutto ciò che sta al di fuori della parte “visibile” di Internet, ovvero la zona non navigabile tranquillamente con una ricerca su Google o su un altro motore di ricerca. Una piccola percentuale, quindi? Tutt’altro: come per la materia oscura, si tratta della stragrande maggioranza, secondo alcune stime anche il 95%.

Il Deep Web, insomma, è il grosso dell’iceberg, non accessibile ai più con la semplice ADSL casa e protetto da potenti protocolli di crittografia. Sulla sua natura circola ogni sorta di leggenda metropolitana, dal fantomatico “Marianas Web” (che secondo alcuni conterrebbe «oltre l’80% di Internet», impossibile da catalogare) alla presenza capillare di siti per il contrabbando di droga, armi, foto pedopornografiche, esseri umani fino addirittura alla commissione di omicidi. In particolare è ormai noto anche al grande pubblico il mercato nero di droghe conosciuto come Silk Road, giunto alla sua versione 2.0.
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Che cosa c’è nel Deep Web

Se è vero che nel Deep Web si può trovare di tutto, è (fortunatamente) vero che buon parte delle storie che si raccontano sono bufale o elaborati trolling da parte di nerd annoiati. Perfino Aphex Twin, qualche anno fa, ha presentato il suo album “SYRO” sul Deep Web, fornendo un link apposito (che, come vedremo, non viene visualizzato sui browser tradizionali come Chrome o Firefox).

Sarebbe però altrettanto ingenuo negare che moltissime attività illecite, anche se in minor misura rispetto a quanto si sente dire (ad esempio gli utenti dei “mercati della droga” sono solo poche decine di migliaia), hanno dimora in questa parte oscura della Rete, e che quindi è bene non visitare il Deep Web troppo alla leggera, men che meno in cerca di discutibili “emozioni forti”.

Molti contenuti, come il caso del sito di Aphex Twin, sono assolutamente legali; in altri casi, una Rete al di fuori dei controlli può essere sfruttata anche per scopi che possono essere considerati “nobili”, ad esempio per offrire la possibilità di accedere alla Rete a utenti di Paesi in cui vige la censura o c’è una dittatura.

In ogni caso, la libertà del Deep Web e delle darknet non deve trarre in inganno. Il fatto che sia più facile navigare sotto anonimato non significa che non ci siano controlli da parte delle autorità, che comprensibilmente non vedono l’ora di trovare qualche aspirante criminale pronto a un’attività illecita in rete, dalla vendita di un passaporto falso allo spaccio di droga.
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Come entrare nel Deep Web

Se si vuole entrare nel Deep Web con intenti leciti, è necessario dotarsi di un apposito browser: Tor Browser, acronimo di The Onion Router, una sorta di versione modificata di Firefox che permette di accedere al Deep Web mantenendo l’anonimato e senza compromettere la propria privacy. Attenzione perché nemmeno Tor, se non viene usato con la dovuta accortezza, è del tutto a prova di intrusione, visto che teoricamente potrebbe bastare un javascript per scoprire l’IP dell’utente.

Altra particolarità di Tor, per un utente che arriva dal web “classico”, è la sua lentezza di navigazione, quasi esasperante anche per siti che non hanno particolari pretese grafiche (e di solito è così, visto che nel Deep Web di norma si bada più al contenuto, di qualunque genere esso sia, più che all’eye-candy). Anonimato e velocità infatti quasi sempre vanno in direzione opposta e per garantire una navigazione sicura il prezzo da pagare è proprio la lentezza.

Per scaricare Tor non è necessaria nessuna precauzione particolare: basta visitare il sito di Tor Browser, selezionare la versione adatta al proprio sistema operativo, installarlo su una cartella che si può raggiungere anche come amministratore ed, eventualmente, impostare i proxy nel modo indicato.

Una fondamentale indicazione per chi usa Tor: mai aggiungere estensioni o plugin, che nella stragrande maggioranza dei casi sono solo stratagemmi apparentemente ingenui ma efficaci per carpire informazioni sensibili agli sprovveduti. Collegarsi usando una VPN è il modo migliore per essere ancora più sicuri, in caso contrario attenzione anche ai service provider o agli hotspot dai quali ci si collega.

Come trovare contenuti sul Deep Web

Come si trovano contenuti sul Deep Web, visto che non c’è un vero e proprio motore di ricerca alla Google? Semplicemente conoscendo già l’indirizzo (che in gran parte dei casi terminerà con un suffisso .onion). Esistono anche diversi siti e aggregatori che fungono a loro volta da portali per altri indirizzi. Anche qui, in più di un caso, il rischio è trovare qualche link malevolo.

I Bitcoin, la celebre moneta elettronica (agli onori della cronaca anche perché si tratta della valuta richiesta dagli hacker con i vari ransomware), è il mezzo ufficiale di scambio nel Deep Web, utilizzato per qualsiasi tipo di acquisto.

In definitiva, non ci vuole poi molto per entrare nel Deep Web. Ma la domanda è: ne vale la pena? Al di là delle leggende metropolitane e degli scopi più o meno condivisibili dell’Edward Snowden di turno, si tratta più che altro di un’ottima occasione per rischiare che qualche malintenzionato rubi i nostri dati sensibili o peggio, anche tralasciando tutte le complicazioni legali dovute alla frequentazione di siti con contenuti illeciti. D’altra parte, il web offre informazioni e contenuti più che sufficienti per una vita intera.

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