Divorzio a causa dei social: a cosa prestare attenzione

Pur non potendosi ergere a statistica in grado di sfoggiare soglie di affidabilità elevatissime, Censuswide qualche giorno fa sosteneva che un matrimonio su sette salterebbe per questioni legate ai social network. Al di là della congruità o meno della proporzione, quel che è chiaro è che sempre più divorzi sono legati ai social media, e che la tendenza è tutt’altro che in flessione.

Facebook & co. sempre più al centro delle cause di divorzio
Facebook & co. sempre più al centro delle cause di divorzio

È la stessa Censuswide a ricordare, inoltre, che la proporzione suddetta è più o meno la stessa se si parla di mariti e mogli che utilizzano Facebook e altri social network per poter controllare le potenziali infedeltà del coniuge. Ed è ancora Censuswide a ricordare che una persona su cinque sostiene di litigare quotidianamente con il marito o con la moglie per questioni che riguardano direttamente l’utilizzo dei social network.

Di qui, una serie di facili osservazioni: i social network sono davvero un’espressione della tendenza innata di molti uomini (e donne) al tradimento? O i social network sono i veri responsabili, in modo prioritario, della rottura dei matrimoni? La verità, forse, anche questa volta sta nel mezzo: i tradimenti matrimoniali o extramatrimoniali non sono certamente “nati” con i social network, ma i social media hanno sicuramente giocato un ruolo decisivo nel favorirli, andando a sostenere la possibilità di contattare sconosciuti in modo semplice – anche fuori casa, grazie a una semplice connettività Internet mobile – e, soprattutto, vasto.

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Qualche mese fa, ad esempio, l’Associazione dei matrimonialisti italiani sosteneva a gran voce che i social network e i programmi di messaggistica istantanea (per intenderci, WhatsApp & co.), sarebbero diventati una delle determinanti alla base dei divorzi tricolori, tali da sostenere circa il 40% delle liti giudiziarie. Insomma, come confermava la stessa Ami, anche in Italia – così come in buona parte del mondo occidentale – i social network stanno contribuendo a rovinare molte famiglie, poiché in grado di rappresentare un sistema veloce e immediato per intrattenere rapporti interpersonali e, quindi, tradire il partner.

Naturalmente, lungi da noi condannare i social network (anzi): come si può, d’altronde, porre nel banco degli imputati un semplice strumento? Come si può additare di responsabilità un social media, deresponsabilizzando – magari – il vero colpevole, ovvero colui che sceglie di tradire?

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