Divisione in due realtà distinte per Telecom Italia fine anno. Barnabé: avrà effetti positivi per il Paese

Durante un’audizione al Senato davanti alle commissioni di Commercio, Turismo e Lavori pubblici-Comunicazioni Industria, il presidente di Telecom Italia, Franco Barnabé, ha illustrato il progetto di divisione della società in due differenti realtà entro la fine di quest’anno: una destinata alla rete d’accesso (OPAC), e un’altra, TI ServiceCo, che sarà un normale operatore commerciale che venderà servizi sul mercato.

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Secondo quanto dichiarato da Barnabé lo scorporo dell’azienda consentirà di avere dei vantaggi molto importanti nel settore:

  • una maggiore equità e parità di trattamento per tutte le società che che utilizzano le infrastruttura di rete fissa;
  • una maggiore flessibilità “nell’operatività dell’uncubent”, come scrive Antonella Olivieri sul Sole 24 Ore.

Ma questo nuovo assetto dovrebbe consentire soprattutto una maggiore rapidità nella raccolta di investimenti per la banda ultra larga, come la fibra ottica, ancora poco presente sul territorio nazionale. Secondo il presidente della compagnia telefonica nazionale, la divisione della società consentirà di avere degli effetti positivi non solo per la stessa azienda e gli azionisti, ma anche “per il nostro Paese che, attraverso questa profonda riorganizzazione del settore, potrà beneficiare di un notevole rilancio degli investimenti in uno dei comparti più rilevanti per la modernizzazione”.

Pur chiarendo di non cercare soldi pubblici o trattamenti vantaggiosi a livello normativo, Barnabé evidenzia il ruolo cruciale delle istituzioni, in particolare del Parlamento e del Governo, in questa fase: i due organi, infatti, dovranno intervenire sulla politica industriale con manovre che consentano di rilanciare il settore. Anche l’Authority, secondo il presidente, avrà il compito di rendere le regole più flessibili, competitivi, moderne e in linea con l’Agenda Digitale dell’Unione Europea.

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