Digitale terrestre, timori per lo switch off nel Nord Italia

Dopo il passaggio alla TV digitale terrestre di Sardegna, Valle d’Aosta, Piemonte Occidentale, Trentino Alto Adige, Lazio e Campania, a partire dal 25 ottobre spegneranno il segnale analogico il Piemonte Orientale e la Lombardia, incluse le provincie di Parma e Piacenza.

02-10-2009-tv-digitale-terrestre-onoff-9224

Dal 27 novembre al 2 dicembre lo switch off interesserà l’Emilia Romagna, dal 30 novembre al 10 dicembre il Veneto, incluse le provincie di Mantova e Pordenone, e dal 3 al 15 dicembre toccherà al Friuli Venezia Giulia. Per completare il quadro relativo al Nord Italia mancano, dunque, solo la Liguria e la Toscana. La transizione dal segnale analogico al digitale terrestre in Liguria sarà effettuata entro giugno del 2011, mentre in Toscana lo switch off è previsto per il 2012.

switch_off_2010

«Il processo di spegnimento della televisione analogica regione per regione prosegue nei tempi previsti ed entro il 2012 in tutta Italia le trasmissioni televisive avverranno esclusivamente in tecnologia digitale» ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani.

Se il nuovo titolare del MSE manifesta ottimismo, di segno opposto sembra essere il parere di Luciano Donato, presidente degli Impiantisti-Antennisti di Confartigianato Ferrara, intervenuto a un incontro promosso nella città estense da CNA e Confartiginato: «Il digitale terrestre non è solo il decoder». Secondo Donato, c’è un ritardo clamoroso sul fronte dell’ammodernamento impiantistico, la gente non è preparata, i cittadini sono stati sommersi da informazioni fuorvianti e semplicistiche e non hanno ancora compreso fino in fondo che sono necessari adeguamenti impiantistici e che non si riduce tutto all’acquisto del decoder: «Siamo in alto mare. Bisogna invece fare sopralluoghi, spiegare come funziona, agire sugli impianti, spesso obsoleti»

antenna_1_digital

Solo nel territorio ferrarese, sostiene Donato, serviranno circa 2 anni perché il processo sia davvero a regime: «Una prima fase servirà per la predisposizione delle attrezzature e la ricezione, una seconda per il perfezionamento».

Preoccupazioni sono state espresse anche dall’Uncem, l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, che ha chiesto garanzie per la copertura televisiva nelle aree montane e l’applicazione di soluzioni compensative per abbattere il divario digitale.

«Non vorremmo che anche nelle regioni dell’arco alpino interessate a breve dallo spegnimento della TV analogica» ha dichiarato il presidente dell’Uncem Enrico Borghi «si verificassero gli stessi disagi che hanno interessato le aree montane nei mesi precedenti». Borghi si riferisce ai problemi causati dallo switch off nelle zone montane del Piemonte Occidentale, risolti grazie a uno stanziamento straordinario del Governo e della Regione, che ha consentito alla Rai di acquistare apparati concessi in comodato, a titolo gratuito, alle Comunità montane.

logo_uncem

Il Governo, sostiene Borghi, deve assicurare soluzioni compensative adeguate, se necessario intervenendo con incentivi mirati o proposte alternative come, per esempio, la TV satellitare gratuita.

Andrea Galassi

saggio alla TV digitale terrestre di Sardegna, Valle d’Aosta, Piemonte Occidentale, Trentino Alto Adige, Lazio e Campania, a partire dal 25 ottobre spegneranno il segnale analogico il Piemonte Orientale e la Lombardia, incluse le provincie di Parma e Piacenza.

02-10-2009-tv-digitale-terrestre-onoff-9224

Dal 27 novembre al 2 dicembre lo switch off interesserà l’Emilia Romagna, dal 30 novembre al 10 dicembre il Veneto, incluse le provincie di Mantova e Pordenone, e dal 3 al 15 dicembre toccherà al Friuli Venezia Giulia. Per completare il quadro relativo al Nord Italia mancano, dunque, solo la Liguria e la Toscana. La transizione dal segnale analogico al digitale terrestre in Liguria sarà effettuata entro giugno del 2011, mentre in Toscana lo switch off è previsto per il 2012.

switch_off_2010

«Il processo di spegnimento della televisione analogica regione per regione prosegue nei tempi previsti ed entro il 2012 in tutta Italia le trasmissioni televisive avverranno esclusivamente in tecnologia digitale» ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani.

Se il nuovo titolare del MSE manifesta ottimismo, di segno opposto sembra essere il parere di Luciano Donato, presidente degli Impiantisti-Antennisti di Confartigianato Ferrara, intervenuto a un incontro promosso nella città estense da CNA e Confartiginato: «Il digitale terrestre non è solo il decoder». Secondo Donato, c’è un ritardo clamoroso sul fronte dell’ammodernamento impiantistico, la gente non è preparata, i cittadini sono stati sommersi da informazioni fuorvianti e semplicistiche e non hanno ancora compreso fino in fondo che sono necessari adeguamenti impiantistici e che non si riduce tutto all’acquisto del decoder: «Siamo in alto mare. Bisogna invece fare sopralluoghi, spiegare come funziona, agire sugli impianti, spesso obsoleti»

antenna_1_digital

Solo nel territorio ferrarese, sostiene Donato, serviranno circa 2 anni perché il processo sia davvero a regime: «Una prima fase servirà per la predisposizione delle attrezzature e la ricezione, una seconda per il perfezionamento».

Preoccupazioni sono state espresse anche dall’Uncem, l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, che ha chiesto garanzie per la copertura televisiva nelle aree montane e l’applicazione di soluzioni compensative per abbattere il divario digitale.

«Non vorremmo che anche nelle regioni dell’arco alpino interessate a breve dallo spegnimento della TV analogica» ha dichiarato il presidente dell’Uncem Enrico Borghi «si verificassero gli stessi disagi che hanno interessato le aree montane nei mesi precedenti». Borghi si riferisce ai problemi causati dallo switch off nelle zone montane del Piemonte Occidentale, risolti grazie a uno stanziamento straordinario del Governo e della Regione, che ha consentito alla Rai di acquistare apparati concessi in comodato, a titolo gratuito, alle Comunità montane.

logo_uncem

Il Governo, sostiene Borghi, deve assicurare soluzioni compensative adeguate, se necessario intervenendo con incentivi mirati o proposte alternative come, per esempio, la TV satellitare gratuita.

Andrea Galassi

Commenti Facebook: