Costi disattivazione offerte telefonia mobile, le associazioni dei consumatori protestano

Alcune delle principali associazioni dei consumatori hanno recentemente rinnovato le proprie lamentele in merito all’esistenza dei costi di disattivazione dei servizi di telefonia mobile, oneri definiti “anacronistici” e in grado di ostacolare l’effettiva concorrenza, rappresentando una sorta di “barriera all’uscita” nelle varie compagnie telefoniche.

Costi di disattivazione: i consumatori chiedono l'eliminazione
Costi di disattivazione: i consumatori chiedono l'eliminazione

Obiettivo delle associazioni dei consumatori è quindi quello di richiedere una norma di legge che introduca il divieto per tutti gli operatori telefonici di addebitare ai clienti una qualsiasi somma di denaro a titolo di commissione per chiusura del contratto.

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Come sottolineato da Assoutenti e Casa del Consumatore in un comunicato congiunto, infatti, “la concorrenza in un mercato libero si realizza solo se non ci sono barriere per i consumatori nel passaggio da un operatore all’altro”. Contrariamente a quanto avviene in altri mercati – come quello dell’elettricità e del gas – in quello della telefonia mobile continuano a persistere balzelli conosciuti contrattualmente con il nome di “costi di disattivazione”, che spesso hanno l’unico obiettivo di scoraggiare il passaggio verso un operatore concorrente.

In molti casi, concludono le due associazioni, questi oneri hanno un costo talmente elevato da rendere svantaggioso il cambio di operatore, poiché in grado di controbilanciare il benefit che si avrebbe migrando verso un servizio concorrente.

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