Contributi fissi INPS commercianti: a quanto ammontano per 2020 e 2021

I lavoratori e le aziende italiane sono appena entrati in un periodo davvero intenso per quanto riguarda le scadenze fiscali. Dopo i rinvii dei pagamenti dei mesi scorsi, dovuti all’emergenza in corso, in queste settimane estive si concentrano svariate scadenze a cui i lavoratori devono far fronte. Il periodo è particolarmente intenso per commercianti ed artigiani. Ecco a quanto ammontano i contributi fissi INPS per 2020 e 2021.

Per commercianti e artigiani sono in arrivo numerose scadenze fiscali nella seconda metà del 2020
Per commercianti e artigiani sono in arrivo numerose scadenze fiscali nella seconda metà del 2020

Per commercianti ed artigiani l’estate è un periodo pieno di scadenze fiscali da rispettare. I pagamenti da effettuare sono diversi e, rispetto agli anni passati, le scadenze si sono moltiplicate per via dei rinvii registrati nei mesi scorsi a causa dell’emergenza Coronavirus che ha fatto “saltare” diverse scadenze durante la primavera. Come annunciato dal Governo, non sono previsti ulteriori rinvii per le scadenze fiscali estive.

Posticipare ulteriormente alcuni pagamenti creerebbe un ingorgo di scadenze a partire dal mese di settembre e potrebbe causare un vero e proprio blocco dell’intero sistema fiscale. Per questo motivo, anche commercianti e artigiani dovranno adeguarsi e saldare quanto dovuto seguendo le scadenze originali. La situazione d’emergenza, ancora in corso, rende tutto più delicato e difficile ed è, quindi, molto importante seguire con attenzione tutte le scadenze da rispettare.
Confronti i conti correnti e scopri il migliore per le tue esigenze

Vediamo, quindi, a quanto ammontano i contributi fissi per artigiani e commercianti:

Contributi fissi per artigiani e commercianti

Ad inizio 2020, INPS, con un’apposita circolare, ha chiarito le aliquote e i contributi fissi per artigiani e commercianti relative all’anno 2020. Nel corso dei prossimi mesi, anche in base alle possibili novità normative in arrivo in autunno verranno annunciate le aliquote ed i contributi previsti per le scadenze del 2021. Nel frattempo, è necessario concentrarsi sui pagamenti di quest’anno.

Per il 2020 si è registrato un leggero incremento dei contributi INPS a carico di artigiani e commercianti. Tale incremento è arrivato nonostante le aliquote contributive non abbiano registrato alcuna variazione rispetto al 2019 restando, quindi, al 24% per gli artigiani ed al 24,09% per i commercianti.

A pesare sull’incremento dei contributi è l’incremento dei reddito minimo imponibile, passato da 15.878 euro a 15.593 euro per via dell’annuale variazione legata all’indice dei prezzi al consumi per le famiglie di operai e impiegati (FOI), cresciuto dello 0.5%. Per il 2021 sarà necessario verificare l’andamento del FOI (a giugno in calo del -0.3% rispetto all’anno precedente) per avere un quadro più completo.

Da notare, inoltre, che l’aliquota contributiva è più bassa per i titolari e collaboratori di età inferiore a 21 anni. In questo caso, infatti, l’aliquota è pari al 21,9% per artigiani coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni mentre per i commercianti è del 21,99%. L’aliquota continuerà a crescere, su base annuale, di 0,45 punti percentuali sino ad equipararsi a quella standard. Per artigiani e esercenti attività commerciali con più di 65 anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’istituto, per il 2020 è prevista una riduzione del 50% dei contributi dovuti.

Per quanto riguarda i contributi fissi dovuti da artigiani e commercianti per il 2020, invece, i valori fissati dalla normativa vigente sono:

  • artigiani: 3.836,16 Euro (per coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni è previsto un contributo fisso di 3.501,15 Euro)
  • commercianti: 3.850,52 Euro (per coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni è previsto un contributo fisso di 3.515,50 Euro)

I contributi fissi previsti per artigiani e commercianti sono indipendenti dal reddito conseguito nel corso dell’anno di imposta. Per redditi superiori a 47,379 euro, invece, è previsto un incremento dell’1% dell’aliquota che salirà, quindi, a 25% e 25,09%, rispettivamente per artigiani e commercianti. Da notare, in ogni caso, che commercianti e artigiani possono contare anche su di un reddito massimo, oltre il quale non bisogna effettuare ulteriori versamenti.

Per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, iscritti con decorrenza 1° gennaio 1996, il massimale annuo previsto è di 103.055 Euro. Per tutti i lavoratori iscritti con decorrenza anteriore al 1° gennaio 1996, con anzianità contributiva a tale data, il massimale di reddito annuo è 78.965 Euro.

Le date di scadenza dei versamenti per commercianti e artigiani per il 2020

Per quanto riguarda le scadenze dei pagamenti, invece, i contributi di artigiani e commercianti vanno versati in quattro rate. Le scadenze originarie dei pagamenti per il 2020 erano fissate per le seguenti date: 18 maggio 2020, 20 agosto 2020, 16 novembre 2020 e 16 febbraio 2021. Per il pagamento da effettuare a maggio c’è stata la proroga, che ha permesso ai contribuenti interessati di rimandare il pagamento in considerazione della difficile situazione economica. Da notare che se il reddito conseguito è superiore a  15.953 Euro, i termini di pagamento coincidono con quelli dell’IRPEF.

Al momento, non sono previste ulteriori proroghe per gli altri pagamenti. Come anticipato in precedenza, l’estate ed il successivo autunno saranno densi di scadenze fiscali e all’orizzonte non è prevista alcuna sospensione dei versamenti o anche solo un posticipo delle date in cui dover effettuare i pagamenti dovuti. La situazione potrebbe cambiare, anche in base all’andamento dell’emergenza sanitaria ed economica, ma, per ora, le date fissate ad inizio anno restano valide per i contribuenti.

Tante scadenze fiscali per i contribuenti italiani

In queste settimane estive sono previsti numerosi pagamenti fiscali per i contribuenti italiani. Una delle più importanti scadenze era fissata per il 20 luglio, con numerosi pagamenti in programma. Nonostante le richieste dei commercialisti, il ministero dell’Economia ha scelto di non posticipare la scadenza a settembre. Chi non ha rispettato la data del 20 luglio potrà pagare entro il 20 agosto con una maggiorazione dello 0.4% dell’importo dovuto.

In totale, per il 20 luglio erano programmati 51 diversi versamenti. Un’altra data importante del calendario fiscale nazionale è quella del 27 luglio quando le partite IVA dovranno presentare l’Intrastat per il mese corrente e il trimestre precedente. Da pagare, entro la fine del mese, ci sono le imposte di registro sui contratti di locazione e l’IVA per gli acquisti intracomunitari.

In calendario, inoltre, ci sono svariate scadenze in arrivo nel corso dei prossimi mesi. Dopo il mese di luglio, infatti, anche la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno saranno caratterizzati da diversi versamenti, in parte legati ai rinvii dei pagamenti concessi dallo Stato nei mesi di picco dell’emergenza sanitaria ed economica che ha colpito l’Italia.

Commenti Facebook: