Contatore gas: come funziona e come risolvere i principali problemi

Come ogni inverno, le bollette del gas sono una ben poco gradita sorpresa in bolletta: il gelo di questi giorni fa aumentare il riscaldamento di casa e i numeri del contatore scattano implacabili. Ma quanto è affidabile questo dispositivo, e che cosa bisogna fare nel caso si sospetti che non stia fedelmente rispecchiando quanto consumiamo durante la giornata? Vediamo qui di seguito una breve guida al riguardo.

Se i propri consumi non sono registrati fedelmente, il cliente ha tutti i diritti di chiedere la verifica

Come funzionano i contatori del gas

Il funzionamento del contatore del gas si basa su diverse tecnologie: in ambito domestico i più diffusi sono quelli a membrana (analogici o, negli ultimi modelli installati di recente in varie città italiane, a membrana), quelli a ultrasuoni e, per gli usi industriali, i modelli a rotoidi e a turbina.

Il modello più diffuso, quello a membrana o a pareti deformabili, si basa sull’isolamento, durante la misurazione, di un volume noto di gas in due appositi contenitori, le camere di misura; il processo ripetuto di svuotamento o riempimento viene poi trasmesso all’indicatore numerico. Un tempo si usavano membrane animali, da circa un quarto di secolo invece sono molto più utilizzate quelle sintetiche, in particolare tessuto di cotone o nylon vulcanizzato con gomme particolarmente resistenti.

I contatori a ultrasuoni sono una delle tipologie più moderne e ancora poco diffuse, con il grande vantaggio della risposta immediata ai cambi di portata, le ridotte dimensioni e perdite di carico praticamente trascurabili. Il principio di misurazione si basa sul tempo di transito di un impulso ultrasonico che attraverso il flusso di gas nella tubazione.

Quanto sono affidabili i contatori del gas?

Molte case, in Italia, hanno ancora contatori del gas decisamente “vintage”, per non dire obsoleti: in molti casi, infatti, questi apparecchi di misurazione hanno parecchi decenni d’età, e considerando che sono necessarie delle correzioni anche sul modello perfettamente funzionante per avere una lettura fedele, è naturale chiedersi quanto possano essere affidabili.

I contatori che ancora si basano sulle membrane animali sono i meno precisi, ma quelli più recenti, che usano membrane sintetiche, danno una misurazione fedele del consumo dell’utente. Inoltre, è difficile capire quale sia la reale incidenza di un’eventuale imprecisione: da una parte potrebbe essere a svantaggio dell’utente quando si usa molto gas (l’esempio classico è l’accensione della caldaia), dall’altra i consumi più piccoli, come un fornello, potrebbero non essere conteggiati. Il consiglio è sempre quello di far controllare periodicamente i contatori, soprattutto se hanno un po’ di anni alle spalle.

I malfunzionamenti dei contatori del gas

In caso di malfunzionamento conclamato – ad esempio quando i consumi segnati in bolletta sono sproporzionati rispetto a quelli reali – è necessario risolvere il problema con un controllo del contatore e, se necessario, con la sua sostituzione.

In linea di massima, le verifiche su questi dispositivi possono essere di due tipi: quelle su iniziativa dell’utente e invece quelle che vengono effettuate direttamente su impulso della società di distribuzione.
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Se è l’utente a chiedere una verifica, l’iter standard prevede che questi si rivolga direttamente al suo venditore, che si occuperà di fare da tramite con il distributore. Il venditore è tenuto a inviare al distributore stesso la richiesta di prestazione ricevuta dal cliente finale entro due giorni lavorativi dal ricevimento. Il distributore si occuperà di fissare l’appuntamento per la verifica del gruppo di misura con il cliente, o in loco o presso un laboratorio qualificato.

Se si accertano errori superiori ai valori ammissibili, oppure un guasto vero e proprio, il distributore deve ricostruire i consumi e inviare una documentazione al venditore entro 15 giorni dall’invio del resoconto della verifica, senza che possa addebitare costi per la verifica al venditore né il venditore stesso al cliente finale. Tutti i costi, insomma, sono a carico dell’impresa, che provvederà alla riparazione o sostituzione.

I limiti entro cui l’errore di misura iniziale del contatore a membrana e di quello a ultrasuoni può essere compreso sono prescritti dalla norma UNI EN 1359 e risultano i seguenti:

  • ± 3% quando la portata è compresa tra la portata minima e la portata di transizione;
  • ± 1,5% quando la portata è compresa tra la portata di transizione e la portata massima.

Per i contatori a ultrasuoni le soglie sono le stesse.

Nel caso invece che gli errori non siano superiori ai valori ammissibili, l’impresa distributrice può addebitare i costi della verifica al cliente, costi che però devono essere chiaramente indicati sul sito dell’azienda stessa, per totale chiarezza.

Come fare con le bollette troppo alte

Nel caso in cui le bollette siano sempre troppo alte anche dopo aver controllato il contatore, non c’è che una soluzione: cambiare fornitore, approfittando delle varie offerte presenti sul mercato libero. E, naturalmente, ridurre il più possibile i propri consumi, ad esempio senza superare i 19 gradi centigradi di riscaldamento durante il giorno (e i 16 durante la notte) e limitando l’uso dell’acqua sanitaria per la doccia.

Molti clienti sono ancora sotto la maggior tutela, che non permette però di avvalersi di vantaggiose caratteristiche delle altre tariffe: ad esempio il prezzo fisso del gas per 12, 24 o 36 mesi, in modo da mettersi al riparo dalle variazioni del costo della materia prima, che possono aumentare anche in modo rilevante in seguito a particolari eventi (ad esempio il conflitto tra Russia e Ucraina degli anni scorsi).

Altri vantaggi sono legati invece alle raccolte premi, agli sconti, alla possibilità di avvalersi di interventi specializzati di tecnici in caso di guasti, come se si trattasse di un’assicurazione sulla casa. Per conoscere le tariffe più convenienti, in base alle proprie abitudini, basta cliccare sul pulsante qui sotto.
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